Sicurezza
CERTOSA. Mentre domani si celebra San Bruno, il degrado non diminuisce
Piove ancora nelle stanze dei monaci
Pierluigi Ara
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La facciata interna della Certosa2 MINUTI DI LETTURA
CALCI. Domani, mercoledì, la Certosa festeggia San Bruno, fondatore dell'ordine dei frati che per secoli hanno popolato il celebre monastero. Monsignor Antonio Cecconi, alle ore 11, presiederà una concelebrazione eucaristica nella chiesa principale cui sono invitati i parroci del vicariato. Parteciperanno cantori di Pisa a rendere più solenne il rito nel contesto dell'evento in quello che è un luogo simbolo non solo per i fedeli. La festa di San Bruno è occasione indiretta per accendere i riflettori sui tanti bisogni del complesso monumentale che, come denuncia la direttrice Maria Teresa Lazzarini, soffre per la mancanza di una manuntezione stabile. «Siamo in piena emergenza - dice e ripete la direttrice - basta un nubifragio per mettere in ginocchio alcuni dei locali». La copertura del chiostro grande è da rifare. L'acqua piovana non fa che aggravare, ogni volta, una situazione obiettivamente difficile. Messe a rischio le ex celle dei monaci. Le ferite più vistose riguardano gli apparati decorativi come il refettorio. Nelle cappelle il rischio di vedere irrimediabilmente compromessi gli affreschi. Certe strutture murarie necessitano di puntelli. Il quadro risulta quanto mai preoccupante. Non a caso la Certosa è approdata in parlamento portata da una interrogazione degli onorevoli Maria Grazia Gatti e Giorgio Fontanelli i quali hanno chiesto l'interessamento immediato del ministro Sandro Bondi. Il sindaco Possenti, dopo un attento sopralluogo, si è attivato inviando una lettera al ministro per i beni e le attività culturali, segnalando appunto le precarie condizioni in cui versa la Certosa. La direttrice Lazzarini accompagna gli ospiti in una visita che suscita angoscia. Basta gettare uno sguardo sulle coperture segnate da inflitrazioni, le grondaie malridotte, un pugno nell'occhio le vistose macchie di umidità nelle aree esterne dei chiostri, chiazze enormi nel refettorio, coperti da ombre cupe gli stupendi affreschi nelle antiche cappelle del rosario e del capitolo.
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