Il Tirreno

Pisa

Medico davanti al giudice

Candida Virgone
L’ingresso del pronto soccorso del Santa Chiara
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L’ingresso del pronto soccorso del Santa Chiara

Un paziente cadde dalla barella al pronto soccorso, entrò in coma e morì

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 PISA. Cade dalla barella in ospedale mentre attende di essere dimesso, si ferisce alla testa e muore una settimana dopo la caduta. La colpa? È del medico di turno. Il processo sul caso inizia questa mattina in tribunale, davanti al giudice monocratico Marco Dell'Omo. Sotto accusa un medico del pronto soccorso dell'ospedale Santa Chiara chimato a rispondere di omicidio colposo.  Si tratta di Alessio Benatti, 51 anni, originario di Pietrasanta, ritenuto responsabile della morte, avvenuta in seguito ad una caduta accidentale dalla barella, di un paziente novantenne.  Nell'aprile scorso il gup Leonardo Degl'Innocenti, accogliendo le richieste del pm Sisto Restuccia, lo aveva rinviato a giudizio.  La vicenda risale al 24 settembre del 2007, quando l'anziano paziente ebbe uno svenimento a casa sua. La badante ucraina avvisò i familiari e chiamò un'ambulanza che portò l'uomo al pronto soccorso. Gli esami a cui fu sottoposto non accertarono nulla di preoccupante, per cui si decise la dimissione. I parenti attendevano fuori. Mentre si trovava su una barella, l'anziano paziente tentò di scendere dal lettino, ma cadde e batté la testa procurandosi un grave trauma cranico, accertato da una successiva tac. Entrato in coma, fu ricoverato al deu, dove però le sue condizioni peggiorarono di giorno in giorno. Fu consigliato un intervento chirurgico, ma familiari e neurochirurghi si opposero: il giorno dopo il suo novantesimo compleanno, il 1º ottobre, l'anziano morì. I parenti presentarono un esposto in procura in cui denunciavano il mancato attivamento delle sponde laterali della barella, che avrebbero impedito la caduta. L'inchiesta che ne seguì ritenne responsabile della caduta il medico che era di turno al pronto soccorso il giorno della caduta, appunto Benatti. Il professionista, dipendente dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana, è difeso dall'avvocato Patrizio Pugliese, i familiari del paziente, che si sono costituiti parte civile, sono assistiti dagli avvocati Tamara Ciofini e Francesco Tanti.

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