Il Tirreno

Pisa

La Consob punisce tre pisani

La sede della Consob
◗
La sede della Consob

Una radiazione e due sospensioni per 60 giorni

2 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Tre promotori finanziari della provincia di Pisa nel mirino della Consob, con una radiazione e due sospensioni cautelari di sessanta giorni ciascuna. Si tratta di episodi che coprono un lungo arco temporale (quattro anni fra la prima e l'ultima che risale alla scorsa primavera) ma che sono stati resi noti con l'ultimo bollettino telematico della Commissone nazionale per le Società e la Borsa e sono stati citati in alcuni siti di consumatori. A tutt'oggi non è dato sapere se abbiano fatto ricorso.  Il primo provvedimento risale al 2006: radiato Andrea Betti dall'albo unico nazionale dei promotori finanziari. La segnalazione fu fatta alla Consob da Banca Generali: il promotore finanziario aveva operato per Simgenia Sim (società del gruppo Banca Generali) ed era accusato di aver falsificato le firme di una cliente (e incassato le somme) su richieste di rimborso riguardanti un fondo comune di investimento. Una questione di poche migliaia di euro (13.500 in tutto), ma Betti non si difese mai.  Il secondo provvedimento, datato 18 novembre 2008, è la sospensione cautelare, per un periodo di sessanta giorni, del promotore finanziario Mirko Graziani, che aveva operato per conto di Banca Mediolanum. La banca comunicò alla Consob di aver revocato il mandato in ragione di presunte irregolarità commesse nello svolgimento dell'attività di promotore finanziario: secondo le accuse 25 clienti assegnati al promotore avevano lamentato il mancato impiego in operazioni di investimento di ingenti somme consegnate al promotore mediante assegni, bonifici e denaro contante per un totale di 222.950 euro e la Consob ha rilevato che «i comportamenti descritti sono tali da compromettere l'affidabilità del promotore nei confronti dei risparmiatori».  L'ultima delibera è del 18 maggio 2010: sospensione cautelare, per un periodo di sessanta giorni, del promotore finanziario Raffaele Castelli, su segnalazione di Banca Fideuram che aveva «disposto il recesso per giusta causa» il rapporto con il promotore perché «da verifiche svolte sull'operato del suddetto promotore, è emerso che il medesimo avrebbe posto in essere irregolarità» nella gestione degli investimenti di circa 30 clienti per un ammontare di 1 milione e 200 mila euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa