Il Tirreno

Pisa

Il segretario Francese (Cgil) replica al Teatro Verdi e chiama in causa il Comune

«Su quei 5 lavoratori la legge è chiara»

Lucia Maffei
L’interno del Teatro Verdi
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L’interno del Teatro Verdi

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 PISA. «Il nostro non è un ultimatum, ma un nuovo invito rivolto al Teatro Verdi ad avviare una riflessione serena». Così il segretario provinciale della Cgil, Gianfranco Francese, è tornato sul mancato rinnovo dei contratti a cinque lavoratori stagionali. L'appello coinvolge il Comune, in qualità di socio della Fondazione Teatro.  A Francese non è piaciuta la risposta del presidente della Fondazione Sergio Cortopassi alle lettere di diffida inviate dall'ufficio legale della Cgil. Al centro del dibattito il bando pubblico d'assunzione degli stagionali emanato dal Teatro Verdi e scaduto il 30 luglio. I sindacati dei lavoratori contestano tale modalità di reclutamento che, secondo loro, nega il diritto di precedenza (prelazione) stabilito dal contratto di categoria. Secondo cui il lavoratore stagionale che ha già prestato servizio in teatro può balzare ai vertici della nuova graduatoria di assunzione purché manifesti (come è stato fatto) la propria volontà. «Il teatro si appella alla legge 133 che è anteriore di 7 mesi al contratto nazionale, quindi la situazione per noi è di pacifica interpretazione - dice ancora Francese -. Se c'è buona fede del teatro, si tratterebbe di una macroscopica distrazione. Altrimenti, sospettiamo altre scelte».  Il Comune è chiamato in causa: «È necessaria un'assunzione di responsabilità del presidente della Fondazione e del Comune di Pisa, a cui chiediamo se non ritenga di dover intervenire per depotenziare un conflitto che mette a rischio tutti i lavoratori».

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