Il Tirreno

Pisa

Alla Nasa a scoprire i segreti del sole

Daniele Benvenuti
Alla Nasa a scoprire i segreti del sole

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Dalla Scuola Normale alla Nasa. Protagonista di questa impresa è un professore pisano, Marco Velli. Nato sotto la Torre nel 1962, diplomato al liceo scientifico Ulisse Dini, si è laureato alla Normale con lode, con una tesi sui problemi di stabilità del plasma di fusione nucleare controllata. Ha passato poi periodi di ricerca all'estero, in Scozia e all'Osservatorio di Parigi, Meudon, dove ha iniziato a lavorare alla fisica del plasma dello spazio e all'origine della corona e del vento solare.

Nel 1993 è diventato ricercatore all'Università di Firenze, poi nel 1998 professore associato nello stesso ateneo. Dal 1998 ha iniziato a collaborare al Jet Propulsion Laboratory della Nasa di Pasadena, dove dal 2004 ha avviato ricerche sulla sonda solare. Quindi, a distanza di 500 anni dalle prime osservazioni di Galileo Galilei delle macchie solari, un altro pisano è impegnato a scoprire i segreti del sole. Quello di cui si occupa il professor Velli è un progetto mai realizzato prima, con una sonda che si avvicinerà alla stella ad "appena" 7 milioni di chilometri con temperature che toccheranno quasi i mille gradi. Ma era l'unico modo per sciogliere almeno alcuni dei misteri che il nostro astro conserva gelosamente. La Nasa, dopo anni di studi e l'approvazione del progetto due anni fa, ha finalmente deciso di dare il via concretamente ad una delle missioni più rischiose mai tentate, scegliendo i quattro strumenti che saranno gli "occhi e i sensi" del nuovo robot cosmico. Battezzato "Solar Probe Plus", volerà nello spazio nel 2018 e, dopo una serie di girotondi tra i pianeti, si avvicinerà al corpo infuocato della stella. Cinque anni la durata complessiva, un anno di viaggio per effettuare la prima trasmissione di dati. La sonda completerà una serie di orbite intorno al sole avvicinandosi ed allontanandosi; la trasmissione dei dati avverrà nel momento di maggiore distanza dalla stella. Gli scienziati ipotizzando che possa compiere almeno tre giri completi. A Marco Velli il compito di seguire la costruzione della sonda (alta poco meno di due metri) in modo che tutto sia ok per sostenere le enormi sollecitazioni che riceverà una volta a destinazione. Marco Velli è quindi l'ennesima testimonianza della "fuga dei cervelli", anche se lui aveva fatto di tutto per rimanere. «Una volta laureato - ci spiega - ho passato periodi all'estero. Poi però sono rientrato in Italia all'Università di Firenze prima come ricercatore, poi come associato fino alla chiamata dagli Stati Uniti. Per il mio tipo di ricerca era il massimo.

Dopo alcuni periodi di pendolarismo, il lavoro a Pasadena mi ha preso definitivamente. Quindi penso che il mio futuro sarà proprio negli States». Il professor Velli lavora ormai stabilmente alla Nasa ed il suo obiettivo è trasferire anche la famiglia oltre oceano. Sposato con Silvia, ha due figli, Paolo e Filippo, che nel 2007 hanno già vissuto un periodo negli Stati Uniti.

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