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Il turismo tiene, ma il litorale soffre

Il turismo tiene, ma il litorale soffre

Presenze in calo a Marina e Tirrenia, mentre trionfano i luoghi d’arte. L’assessore Sanzo: "Serve un piano straordinario per rilanciare la costa pisana"

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PISA. Per tenere, il settore turistico ha tenuto. Ma invia anche messaggi che conviene non sottovalutare. A cominciare dal saldo negativo sul litorale nei tre mesi estivi, da giugno ad agosto. Il “segno più” sul movimento complessivo resta, anche se è tenue: 0,3% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. Con la crisi perdurante, che non allenta la morsa, è comunque un risultato di un certo rilievo. Insomma, è un trimestre estivo in chiaroscuro quello che emerge dall’indagine realizzata dal Centro studi turistici di Firenze per conto della Provincia di Pisa.

Le interviste sono state effettuate su un campione di 148 imprenditori, rappresentativi delle diverse tipologie di offerta turistica. Il responso è una specie di slalom tra ottimismo, qualche segnale di ripresa e cifre che parlano di una congiuntura economica che rimane difficile. La difesa del turista/consumatore, alle prese con bilanci personali da far quadrare, è stata quella di scegliere vacanze brevi. Il pendolarismo dei visitatori e l’impennata della domanda nei weekend, uniti alla diminuzione della spesa, sono stati i tratti salienti di questa estate.

I dati del periodo preso in considerazione dall’indagine evidenziano un andamento incerto e non omogeneo per il turismo in provincia di Pisa. I fatturati delle imprese turistiche soffrono anche per le intense campagne promozionali che gli operatori hanno messo in atto per stimolare il mercato. Il +0,3% del trimestre estivo è la media delle percezioni degli intervistati, visto che non tutta l’offerta della provincia ha marciato di pari passo. Sostanzialmente stabili o in lieve calo i flussi nel settore extralberghiero (-0,1%), mentre l’alberghiero dovrebbe crescere un po’ rispetto ai valori del 2009 (+0,9%).

Tra questi un aumento importante è stato segnalato soprattutto dagli hotel con 4 e 5 stelle. Nel panorama provinciale, la crescita più evidente è stata registrata nelle località d’arte e di affari con il +1,3%, mentre gli imprenditori dell’area balneare e della campagna/collina presentano risultati meno incoraggianti (-0,7%). Determinante per il movimento turistico di fronte alla crisi del mercato è stata la crescita dei flussi di clientela straniera, mentre nel trimestre estivo la domanda italiana viene segnalata in calo.

Le nazionalità in aumento sono francesi, belgi, spagnoli, scandinavi, ma anche i turisti provenienti dai Paesi dell’Est come i russi, con una particolare vivacità legata al mercato olandese. In rapporto al tasso di occupazione nelle strutture ricettive nella stagione estiva, si evidenzia una media provinciale pari al 62,3%. Il valore sale al 62,8% per le strutture dell’alberghiero e scende al 62,2% per le complementari. Ancora un “boom” delle prenotazioni acquisite via web o attraverso le e-mail per soggiorni nel trimestre giugno-agosto: la quota dichiarata dagli operatori è pari al 63,8%, in forte crescita rispetto allo stesso periodo del 2009.

Valori superiori alla media sono stati rilevati per l’extralberghiero (64,3%), mentre un minor utilizzo della prenotazione per via telematica si riscontra per le strutture attive nelle località d’arte e affari. Un’ulteriore annotazione deve essere fatta in relazione all’incidenza dei flussi del weekend sul movimento complessivo del periodo: secondo la percezione degli intervistati si è attestata al 22,2%. Le aree dove questo fenomeno si è manifestato con maggior intensità sono state quelle dell’arte e affari (22,6%) e presso le aziende extralberghiere (23,1%). A RIPRODUZIONE RISERVATA

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