La manifestazione
Intanto allAzienda ospedaliera continua lattività di raccolta, banking e manipolazione cellulare
Sangue cordonale da Pisa a Copenaghen
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Il dottor Fabrizio Scatena e la sua équipe È stato utilizzato per curare un linfoma su un paziente adulto
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PISA. La Banca del sangue del cordone ombelicale, coordinata dal dottor Fabrizio Scatena, continua la sua attività di raccolta, banking e manipolazione cellulare. L'ultima unità di sangue cordonale è stata inviata all'ospedale di Copenaghen, per essere trapiantata su un adulto affetto da linfoma non Hodgkin. Le cellule staminali da sangue cordonale sono una valida alternativa terapeutica al trapianto di midollo osseo, nel bambino ma anche nell'adulto. Ma cos'è il sangue placentare o da cordone ombelicale? Al termine del parto, dopo che il cordone ombelicale del neonato è stato reciso, nei vasi placentari e cordonali resta una quota di sangue, generalmente considerata prodotto di scarto. Studi risalenti a qualche decennio fa hanno però segnalato nel sangue placentare la presenza di cellule staminali emopoietiche, simili a quelle che si trovano nel midollo osseo. Poi è stata prospettata la possibilità di raccogliere il sangue placentare come fonte di cellule staminali emopoietiche per uso clinico ai fini di trapianto, in alternativa al midollo osseo. Tali studi hanno consentito il rapido sviluppo dei programmi di donazione e bancaggio del sangue placentare e le sue prime applicazioni cliniche come fonte di emopoiesi. Infatti, per un paziente in attesa di trapianto, la probabilità di reperire un donatore compatibile in ambito familiare è pari al 25% circa e del restante 75% solo il 35% riesce a reperire un donatore compatibile nei Registri internazionali di midollo osseo dove esistono milioni di donatori tipizzati. Le banche di sangue placentare come quella di Pisa offrono maggiori opportunità di cura ai pazienti in attesa di trapianto, che non sono in grado di reperire un donatore compatibile.
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