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A SCIENZE
Gli studenti chiedono una grande mobilitazione contro la riforma Gelmini
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La recente protesta sul lungarno 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Gli studenti della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell'Università di Pisa, al termine di un'assemblea, lamentandosi del silenzio mediatico in cui versano le università italiane, hanno approvato un documento nel quale, riguardo alla protesta dei ricercatori che hanno bloccato l'attività didattica, esprimono solidarietà, nonostante essa - dicono - «ci colpisca duramente». «Denunciamo il taglio - affermano - del 20% nei prossimi tre anni ai fondi di finanziamento ordinario), che è il principale strumento per il pagamento dei docenti e dei ricercatori universitari. A ciò si aggiunge la riforma del ruolo del ricercatore universitario, che prevede la scomparsa della figura del ricercatore a tempo indeterminato e l'introduzione dei contratti a tempo determinato, di durata massima di sei anni non ulteriormente rinnovabili». «Il blocco delle assunzioni - dicono ancora gli studenti - costringe il ricercatore, dopo sei anni di precariato, a cercare un altro impiego in Italia o dare nuova linfa alla cosiddetta "fuga dei cervelli". A causa di ciò, i ricercatori si sono rifiutati di svolgere quelle attività didattiche completamente gratuite e volontarie che hanno svolto sino all'anno scorso, che erano e sono tuttora indispensabili per l'apertura dei corsi: è incredibile che, a questo punto, l'Università necessiti di straordinari non pagati per far partire le lezioni. Nonostante questa protesta colpisca duramente noi studenti, non possiamo che appoggiarla: se si accettasse la situazione attuale, ovvero una didattica mutilata, andremmo solamente incontro ad una progressiva distruzione dell'Università pubblica, a favore di quella privata».
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