Il Tirreno

Pisa

SOSTEGNO A MICCOLI

Non sarò io il vicario

Alfonso M. Iacono

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Il vero e il credibile. Stiamo vivendo un'epoca in cui ciò che è più credibile ma non vero ha quasi sempre la meglio su ciò che è meno credibile eppur vero. In questa campagna elettorale gira, tra le tante, una voce. Il sottoscritto sostiene Paolo Miccoli perché si è accordato con lui per diventare prorettore vicario. Una vera, sordida negoziazione, come ce ne sono tante in politica e, ahimè, in democrazia.  Quale altro motivo poteva spingermi ad appoggiare Miccoli se non un vantaggio politico (per la mia facoltà) e personale? Questo alleggerisce gli animi e spiega tutto. Ma come, un uomo di sinistra che sostiene uno che, qualcuno dice (io non ne ho idea e non mi sono posto il problema. Il suo curriculum scientifico invece l'ho guardato), è di destra? Un preside di una facoltà umanistica che vota un medico, un chirurgo, uno della facoltà di medicina? Immagino che, dato che non ci sono limiti al conformismo, molte anime belle di sinistra, giovani e meno giovani, hanno gridato allo scandalo.  Un mio amico preside, persona che stimo e apprezzo, mi disse che sostenere Miccoli non poteva essere considerato un muoversi per il nuovo. Ora non vedo segni di scandalo in lui di fronte a un accordo sul posto di rettore e su quello di prorettore fatto pubblicamente via mail in cui uniscono voti e spartiscono cariche nel "breve volger di una clessidra". Ma, si sa, il fine giustifica i mezzi e poco importa se due programmi contrapposti fino al giorno prima ora si fondono come per miracolo e "la parte migliore dell'elettorato" (così ha scritto Nicoletta De Francesco a proposito dei suoi elettori) trova comprensione e consolazione (e cariche) in un 'altra parte (peggiore? Buona?). Ma questo accordo è pubblico e trasparente! Non come quello fatto tra Iacono e Miccoli! Come se questo potesse cambiare il discutibile valore del repentino mutamento di rotta che ha portato alla santa alleanza.  Ma, come si dice, così va il mondo! Tranne però che per un particolare: non ho mai fatto accordi sul posto di prorettore vicario, per tre semplici ragioni. La prima è che, forse presumendo troppo di me, se avessi pensato di dedicare tutto il mio tempo all'attività istituzionale, mi sarei candidato a rettore. Non so con quale fortuna, ma l'avrei fatto.  La seconda è che il tempo da dedicare all'attività di prorettore vicario è molto, tanto quanto quello di rettore, troppo per me. Da preside ho cercato di mantenere, con grandi sforzi, l'attività di ricerca e di insegnamento, facendo corsi monografici, come è d'uso nella mia facoltà. I risultati di ciò che ho fatto si possono, almeno in parte, vedere, consultando l'elenco delle mie pubblicazioni. So che da rettore o da prorettore vicario ed avendo un'età in cui non si può più rimandare ma si deve scegliere, non potrei mai farcela. La terza ragione è semplicemente che finora non ho mai ritenuto di dover parlare con Miccoli di ciò e di quello che sto scrivendo ora egli non sa niente. Tutto qui.

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