Palazzo Gambacorti: la strategia Pd
Maccioni, la mozione diventa argomento per il consiglio del 14
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PISA. La mozione di sfiducia contro Titina Maccioni è diventata un argomento da mettere in odg al consiglio comunale del 14 ottobre. E il Pd studia le mosse per pararlo. Tutto era cominciato la settimana scorsa, quando si è saputo che l'opposizione stava preparando una mozione contro la presidente del consiglio. Lunedì il gruppo del Pd si è riunito con il sindaco e i segretari uscente, Paolo Fontanelli, ed entrante, Andrea Ferrante. In quella sede è stata ritenuta «una forzatura inaccettabile mescolare impropriamente la funzione d'opposizione al governo della città e l'attacco immotivato all'ufficio di presidenza del consiglio comunale». Ed è stato votato un documento di solidarietà «al lavoro della presidente Titina Maccioni e di tutto l'ufficio, in cui l'opposizione è per altro rappresentata». Tra le contromosse ipotizzate c'erano l'abbandono dell'aula per far mancare il numero legale o il passaggio di Maccioni in giunta. Di tutto questo non c'è più bisogno, perché la mozione alla conferenza capigruppo di martedì è diventata argomento su «funzionamento del consiglio, rispetto delle prerogative e dei diritti dei consiglieri, garanzie per le minoranze». Firmato dai quattro partiti all'opposizione. Inevitabile, però, che nel Pd si parli anche della preoccupazione del Psi sull'impiego a tempo parziale dell'assessore Cerri. Agli alleati risponde Fontanelli: «Intervento sbagliato e inaccettabile. È del tutto inaccettabile l'invadenza verso prerogative di valutazione e di decisione che sono esclusivamente del sindaco, come quelle che riguardano la composizione e il funzionamento della giunta». Non basta a due consiglieri del Pd, che al capogruppo Del Torto hanno chiesto un'esplicita presa di posizione di Filippeschi. G.C.
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