Italia
Corsa a rettore tra fuoco e veleni
G.P.
◗
Lingresso del rettorato Sotto accusa il patto tra Augello e De Francesco
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. S'incendia la corsa alla poltrona di rettore. Sull'accordo Augello-De Francesco, quattro presidi di facoltà sostenitori di Paolo Miccoli, sparano a zero parlando di «accorpamenti verticistici e accordi spartitori fra candidati che fino al giorno prima erano contrapposti con programmi alternativi». E Paolo Miccoli ha inviato una mail ai colleghi in cui scrive che «ciò che soprattutto dispiace è sperimentare ancora una volta un modo vecchio di gestire le cose della nostra università: fatto di promesse, di contrattazioni, di proclami tanto generici quanto vuoti». Mentre Miccoli e i suoi sostenitori si affidano alle mail, l'accoppiata Augello-De Francesco incontra i giornalisti nel pomeriggio. «Mentre scrivevo ai colleghi comunicando il mio ritiro - afferma Nicoletta De Francesco - ricevevo numerose sollecitazioni a continuare. Non ho dormito tre notti e quando ho incontrato Augello ho capito che potevo continuare a fare qualcosa per l'università». «Abbiamo trovato un accordo sul programma - aggiunge Massimo Augello - una convergenza possibile sul desiderio di cambiamento, su una assunzione comune di responsabilità fondata su valori e trasparenza». Al candidato Augello ricordiamo che, nella sua campagna elettorale, ha sempre sostenuto che avrebbe fatto accordi con gli elettori e con nessun altro. Ora, ecco che si presenta con un accordo firmato con la ex sfidante. «E questo non cambia - replica Augello - perché io e Nicoletta De Francesco abbiamo trovato una convergenza sull'interpretazione della vita universitaria, su comuni concezioni di cosa vogliamo fare. E questo nella massima trasparenza, comunicando che, in caso di vittoria, lei sarà il vicario. Lei avrebbe anche potuto dare un'indicazione di voto. Invece, abbiamo scelto la chiarezza». E, a Nicoletta De Francesco, chiediamo perché non si è voluta limitare all'indicazione di voto, ma rientrare in gioco una volta che si era fatta da parte. «Perché - risponde - io le cose le voglio fare, voglio lavorare per il bene dell'ateneo, perché credo nella nostra università e nella linea che io prospetto». E Augello, guardando alla squadra che lo potrebbe affiancare, potrebbe offrire collaborazioni a docenti che si sono distinti «come Paolo Mancarella», ma sostiene anche di «non escludere anche persone che ora sostengono Miccoli». E sul suo antagonista, Augello rivendica che «non è certo con Miccoli che arriva il cambiamento tanto è vero che gode del sostegno dell'attuale rettore Marco Pasquali». Dall'altra parte, il patto Augello-De Francesco ha scosso l'ambiente. Come dicevamo all'inizio, sono scesi in campo i "grandi elettori" di Miccoli, quattro presidi di facoltà: Luigi Murri (Medicina), Alfonso Maurizio Iacono (Lettere e Filosofia), Alessandro Poli (Veterinaria) e Pierangelo Terreni (Ingeneria). Oltre a leggere il patto come una spartizione del potere, secondo i presidi il metodo «mette in luce qualcosa che di innovativo non ha assolutamente niente, rientrando anzi in una continuità di comportamenti che avremmo voluta interrotta». A sua volta, Miccoli va all'attacco parlando di «una campagna elettorale sempre più incattivita, nella quale a me non sono stati risparmiati attacchi pretestuosi e pettegolezzi privi di fondamento, ora finalmente i fatti parlano chiaro». Ricorda che De Francesco scriveva «sul proprio sito di non aver bisogno di accordi: ora c'è qualcuno che ha avuto buoni e sostanziosi argomenti per convincerla».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
