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Pisa

Andrologia, le nuove frontiere si esplorano a Pisa

Doady Giugliano
La professoressa Bertozzi
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La professoressa Bertozzi

Decolla un percorso innovativo di diagnosi e cura per combattere l'infertilità maschile

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 PISA. Una rivoluzione copernicana o più semplicemente la capacità di ottimizzare le risorse umane, dando un senso al concetto di sinergia, il tutto per collocare il cittadino al centro del servizio sanitario pubblico. Comunque la si voglia etichettare, l'Uod (Unità operativa diagnostica) di andrologia rappresenta una novità assoluta nel panorama nazionale. Non è un caso, quindi, che sia stata ufficializzata proprio ieri, nel corso dei lavori della Consensus Conference della Società italiana di andrologia (Sia) con il patrocinio dell'Associazione "Perla" (Persone per l'andrologia) al fine di individuare i valori di riferimento per i vari parametri del liquido seminale.  L'Italia, vale la pena ricordarlo, è uno dei Paesi con il più basso tasso di natalità al mondo. Ci sono varie spiegazioni, molte su base sociale, altre strettamente relative al calo della qualità del liquido seminale.  «Le patologie andrologiche - dice la prof.ssa Antonella Bertozzi che dirige la Sezione dipartimentale di Diagnostica andrologica, della riproduzione e della sessualità, da cui è partita l'iniziativa - alterano profondamente la qualità della vita. I pazienti o la coppia che sperimentano i problemi di cui mi occupo hanno quindi necessità e diritto di essere seguiti attraverso un percorso diagnostico terapeutico, in maniera adeguata e, soprattutto, in tempi brevi e con risposte rigorose».  Un'esigenza che si evince anche dal gran numero di prestazioni erogate annualmente dalla Sezione di diagnostica andrologica, prossime alle 17mila con un 60% di utenza proveniente da fuori provincia e da fuori regione. Adesso, grazie ad un team multifunzionale cui partecipano 11 unità operative, il singolo paziente o la coppia sarà accompagnata lungo il percorso diagnostico e terapeutico.  «Sono contenta dell'avvio di questo nuovo percorso che, di fatto, rende concrete quelle linee guida scritte da anni e della cui applicazione in Toscana siamo orgogliosi», ha dichiarato l'assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana, Daniela Scaramuccia, intervenuta alla conferenza stampa di presentazione insieme al direttore generale dell'Aoup Carlo Tomassini, al preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Luigi Murri, all'assessore comunale alle Pari Opportunità, Marilù Chiofalo, al presidente della Sia, Vincenzo Gentile, dell'associazione Perla Corrado Rainaldi.  «E non parlo solo della presa in carico - ha proseguito la Scaramuccia - mi piace anche il concetto di centralità del paziente, concetto di cui troppo spesso ci si riempie la bocca. Questo percorso invece è un esempio concreto della sua realizzazione e non posso che apprezzare la decisione della Sia di designare Pisa quale sede per la stesura delle linee guida nazionali, per il suo approccio multidisciplinare su tematiche così delicate e non legate solo alla riproduzione in senso stretto».

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