Italia
La Scuola Normale di Pisa sotto inchiesta per uso indebito di auto e carte di credito
Candida Virgone
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PISA. Sprechi alla Normale? A lanciare questo tipo di accuse sarebbe il solito corvo che a scadenze canoniche volteggia su questa città. Alcuni anni fa ne fu vittima proprio la scuola, a più riprese negli ultimi anni palazzo Gambacorti. Fatto sta che sul caso Normale ci sarebbero due inchieste, una della Corte dei Conti, l’altra proprio della procura.
Per il direttore del prestigioso istituto, dove ci si prepara alle celebrazioni del bicentenario, fissate per il 18 ottobre con l’arrivo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, le procedure seguite sono state corrette. Vedremo invece a quali risultanze arriveranno le due indagini in corso, quella della procura ordinaria, coordinata dal sostituto Giovanni Maddaleni, e quella della Corte fiorentina.
Nelle lettere anonime, rivolte alla procura e alla guardia di finanza, ma mai giunte nella scuola di piazza dei Cavalieri, si parla di uso per scopi personali di auto e carte di credito. In ballo, si diceva, anche la gestione di una proprietà messa a disposizione della prestigiosa istituzione. Il direttore Salvatore Settis, in procinto di lasciare l’incarico alla nuova gestione (gli subentrerà Fabio Beltram), preferisce non commentare. Nel pomeriggio però è stato diffuso un comunicato. «In seguito alla notizia apparsa su un quotidiano - recita - relativa a denunce anonime di presunte irregolarità amministrative alla Scuola Normale Superiore, il direttore professor Salvatore Settis ha convocato una assemblea di tutto il personale della Scuola durante la quale ha espresso la propria indignazione per il ricorso allo strumento della lettera anonima, ha ribadito la correttezza delle procedure seguite nella Scuola e la piena fiducia che tali insinuazioni troveranno totale chiarimento negli approfondimenti in corso».
Per il direttore del prestigioso istituto, dove ci si prepara alle celebrazioni del bicentenario, fissate per il 18 ottobre con l’arrivo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, le procedure seguite sono state corrette. Vedremo invece a quali risultanze arriveranno le due indagini in corso, quella della procura ordinaria, coordinata dal sostituto Giovanni Maddaleni, e quella della Corte fiorentina.
Nelle lettere anonime, rivolte alla procura e alla guardia di finanza, ma mai giunte nella scuola di piazza dei Cavalieri, si parla di uso per scopi personali di auto e carte di credito. In ballo, si diceva, anche la gestione di una proprietà messa a disposizione della prestigiosa istituzione. Il direttore Salvatore Settis, in procinto di lasciare l’incarico alla nuova gestione (gli subentrerà Fabio Beltram), preferisce non commentare. Nel pomeriggio però è stato diffuso un comunicato. «In seguito alla notizia apparsa su un quotidiano - recita - relativa a denunce anonime di presunte irregolarità amministrative alla Scuola Normale Superiore, il direttore professor Salvatore Settis ha convocato una assemblea di tutto il personale della Scuola durante la quale ha espresso la propria indignazione per il ricorso allo strumento della lettera anonima, ha ribadito la correttezza delle procedure seguite nella Scuola e la piena fiducia che tali insinuazioni troveranno totale chiarimento negli approfondimenti in corso».
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