Finanza
«Decidiamo su questa sede»
Gianluca Campanella
Sindaco e rettore rispondono a Rebeldìa
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PISA. Comune, Provincia, Università e Diritto allo studio ieri hanno risposto a Rebeldìa per rilanciare la validità delle soluzioni proposte per la nuova sede. La settimana scorsa, infatti, il cartello di 30 sigle, che deve lasciare l'attuale sede in via Battisti, aveva respinto le ipotesi di via Saragat e via San Jacopo, giudicandole «offensive». Così, il sindaco Marco Filippeschi, il presidente della Provincia Andrea Pieroni, il rettore Marco Pasquali e il presidente del Dsu Enrico Peruzzi, in una lettera congiunta inviata a Rebeldìa ricordano che «sono passati 46 dei 95 giorni disponibili prima della scadenza del 30 ottobre fissata dal Tribunale». Il conto parte dall'appello di Filippeschi del 6 agosto: «Chiediamo interlocuzione urgente». Ieri i quattro hanno scritto per prendere atto: «Registriamo con preoccupazione il rifiuto, ma la disponibilità all'interlocuzione per noi resta intatta». Però i tempi stringono: «Ribadiamo la validità delle soluzioni fin qui offerte per consentire la liberazione dei locali e permettere l'avvio dei lavori per la realizzazione del progetto Sestaporta. Qualunque altra ipotesi non può che avere tempi più lunghi e incompatibili con la tempistica del progetto». Sestaporta, nodo di interscambio gomma-ferro, è il futuro dello stabile in via Battisti. Nella lettera si risponde «punto per punto alle motivazioni con le quali Rebeldia ha dichiarato non ricevibili le proposte, che sono il frutto del massimo impegno possibile da parte delle istituzioni. Nella ricerca di soluzioni Rebeldìa ha potuto partecipare e avanzare proposte».
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