Proteste
Parla la veterinaria Eleonora Schettini
Chi maltratta le bestiole rischia il carcere
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PISA. Gatti e misfatti. Eleonora Schettini, veterinaria dell'Ufficio tutela animali del Comune, spiega come comportarsi quando ci si trova di fronte a una carcassa di animale che si sospetta sia morto per avvelenamento. «Quando si trova un animale che presumibilmente è stato avvelenato - dice -, la legge obbliga a fare denuncia all'Asl per i servizi veterinari e alle forze dell'ordine. I loro emissari porteranno la carcassa all'Istituto zoo-profilattico sperimentale, per svolgere le analisi microbiologiche utili alle indagini». Cosa rischia il colpevole? «La legge n. 189 del luglio 2004 parla chiaro: maltrattare gli animali è un reato punibile con la reclusione o una forte sanzione pecuniaria». Da cosa si capisce che il gatto è stato avvelenato? Si può sperare di salvarlo? «I sintomi sono vari, si va dal colore violaceo e cianotico della bocca alle perdite di sangue causate dall'ingestione di veleno per topi, che è un anticoagulante. Il salvataggio è sempre possibile - conclude Schettini - ma tutto dipende dal tipo e dalla quantità di veleno ingerito, e dalla tempestività dell'intervento». L.M.
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