Il Tirreno

Pisa

Augello e Miccoli sorpresi, lo scenario adesso cambia

Gianluca Campanella
Paolo Miccoli
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Paolo Miccoli

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PISA. I due candidati rimasti in corsa per il rettorato, Massimo Augello e Paolo Miccoli, apprendono da noi la notizia del ritiro della professoressa Nicoletta De Francesco. Entrambi lodano il senso istituzionale della sua scelta e provano a capire cosa succederà ora. 

Secondo Augello, il risultato elettorale della prorettore alla didattica «era consistente e lei avrebbe potuto continuare: aveva la possibilità di andare al ballottaggio». Però la professoressa deve «aver sentito una responsabilità verso l'elettorato: i ballottaggi sarebbero stati ancora più divisivi per l'università. Il suo gesto, non scontato, lo ha evitato e non è una resa; anzi le do atto di un grande attaccamento istituzionale».  Il preside di economia pertanto descrive De Francesco come «persona dell'università che ha lavorato a tempo pieno: una risorsa per l'ateneo che auspico possa continuare a essere tale».  Sulle previsioni per il secondo turno, Augello non si sbilancia, però sente di poter fare una considerazione: «Non è un caso se anche persone che hanno fatto parte del governo uscente manifestino il bisogno di cambiamento. L'elettorato della De Francesco, come il mio, ha espresso questa parola d'ordine. Provo da mesi questa sensazione e ancora oggi c'è. Se è vera, allora ritengo che buona parte dei suoi elettori possa riconoscersi in un progetto comune».  Anche Miccoli esprime «un grande segno di apprezzamento e stima per la professoressa, che con una campagna elettorale efficace è riuscita a raggiungere un numero di voti rilevante».  Il prorettore ai rapporti con l'Ue prova a dare una spiegazione del passo indietro compiuto da De Francesco: «Il meccanismo elettorale tende a polarizzare il consenso sui primi due candidati; è naturale che la terza sia indebolita. Ad ogni modo non era del tutto prevedibile che si ritirasse».  Quindi Miccoli fa «un appello affinché tutti gli elettori della docente tornino alle urne e votino con la massima libertà di coscienza»: il pericolo è che chi fosse «legato a quella candidatura possa sentirsi demotivato», mentre è importante che tutta l'università «possa esprimersi» sul nuovo rettore.  Anche nel caso del chirurgo, nessun numero. Difficile prevedere quanti e quali consensi possano spostarsi. Miccoli pensa che «si distribuiranno in modo uniforme». E precisa: «Se le schede bianche fossero tantissime, c'è la possibilità teorica di andare al terzo turno».

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