Il dolore
Telefonava dalla cabine usando schede che registravano le chiamate: così è stato scoperto
Via sms l'odio contro comunisti e stranieri
Candida Virgone
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Il palazzo di giustizia Patteggia la pena un quarantenne che perseguitava con offese il circolo Agorà
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PISA. «Comunisti di m.....». E ancora: «Vi manganellerei a morte». Oppure «Viva il nazional-socialismo». Eppoi «Marocchini, rumeni, negri, manganellati ed espulsi». È il tono dei messaggi che un quarantenne pisano si divertita a inviare, da una cabina telefonica, ad un cellulare e alla segreteria telefonica di un'associazione pisana che aveva organizzato un servizio di svolgimento pratiche per gli stranieri. L'uomo, comparso l'altra mattina davanti al giudice dell'udienza preliminare Guido Bufardeci, ha patteggiato la pena di venti giorni (convertita in una sanzione pecuniaria di 760 euro) e il pagamento di mille euro di risarcimento alla parte civile per le spese processuali. Sotto accusa un pisano di 46 anni, Giacomo Giaconi, difeso dall'avvocato Enrico Pappalardo. I fatti al centro dell'udienza risalgono al luglio del 2009, quando una serie di messaggi di questo tenore arrivarono per diversi giorni al circolo Agorà che, fra le varie iniziative sociali e culturali che da anni porta avanti in città, aveva aperto uno sportello per aiutare gli extracomunitari nello smaltimento delle pratiche relative ai permessi di soggiorno. Un servizio che aveva richiamato in via Bovio (sede del circolo) numerosi extracomunitari. Un'affluenza che era aumentata grazie ad un passaparola nell'ambiente. Ma, molti, prima di recarsi direttamente, telefonavano per avere informazioni. L'iniziativa, infatti, era stata reclamizzata anche tramite locandine su cui era apparso il recapito della struttura ed i numeri a cui rivolgersi. Ai telefoni però, insieme alle richieste, erano arrivati anche gli sms. I responsabili del circolo, quindi, si erano rivolti alla polizia giudiziaria ed era scattata un'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Giovanni Maddaleni. Per l'invio dei messaggi, partiti da cabine della zona della stazione, l'uomo avrebbe usato delle schede telefoniche, che registrano tutte le chiamate fatte e tramite le quali, quindi, è facile rintracciare l'autore. Schede che hanno tradito tante persone (clamoroso il caso delle nuove Br), che le hanno usate anche per le loro telefonate private. Da qui l'identificazione dell'uomo. Dietro il caso, dunque, nessun eventuale gruppo razzista o eversivo, ma solo una persona, che, stando alle dichiarazioni rese, avrebbe voluto scherzare. Il quarantenne pisano era stato portato in udienza preliminare dal pubblico ministero Maddaleni per il reato di molestia e ingiuria aggravata dai fini della discriminazione razziale. È finita con il patteggiamento e la pena pecuniaria. Gli sms sono costati comunque cari.
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