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Precarie senza aumenti, il tribunale di Pisa condanna il Ministero
Il ministero dell’Istruzione dovrà riconoscere circa 2.500 euro di arretrati ad una insegnante ed una bidella precarie, in servizio da nove anni in un istituto comprensivo di Pisa. Il caso segnalato da Cisl scuola
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PISA. Il ministero dell’Istruzione dovrà riconoscere circa 2.500 euro di arretrati ad una insegnante ed una bidella precarie, in servizio da nove anni in un istituto comprensivo di Pisa. Il caso segnalato da Cisl scuola - cui le due donne si erano rivolte - potrebbe fare giurisprudenza: fino ad oggi, infatti, in Italia l’anzianità di servizio è riconosciuta solo al personale del Ministero dell’Istruzione assunto a tempo indeterminato, non ai precari.
Il contratto del pubblico impiego prevede un aumento periodico del 2,5% per ogni biennio di servizio. Nella scuola, almeno fino ad oggi, questo aumento è applicato solo ad alcune insegnanti di religione precarie. A questi «precedenti» ha fatto riferimento l’avvocato Giacomo Orsucci, che ha seguito la vicenda delle due donne che si erano rivolte a Cisl scuola. Al temine di una vertenza avviata nel 2008, il giudice del lavoro del tribunale di Pisa Vincenzo Turco ha condannato il Ministero a pagare alla docente 2.386,59 euro, e all’Ata 2.263,84 euro, oltre agli interessi. Di fatto, le due donne hanno potuto esigere la riscossione degli ultimi cinque anni di arretrati.
Ma, in busta paga, vederanno d’ora in poi un aumento corrispondente al quarto scatto di anzianità (riconosciuto loro, appunto, per i nove anni di servizio). Altri casi simili a quello appena raccontato sono seguiti dalla Cisl scuola di Pisa, che anzi invita tutti gli interessati a rivolgersi ai propri uffici (via Corridoni 36, lunedì e giovedì 17-19, tel. 050 518219 o 518214). «Purtroppo ci sono alcuni precari che, prima di essere’stabilizzati’, devono attendere anche più di quindici anni» commenta la segretaria generale di Cisl scuola Giuseppina Canuso.
Il contratto del pubblico impiego prevede un aumento periodico del 2,5% per ogni biennio di servizio. Nella scuola, almeno fino ad oggi, questo aumento è applicato solo ad alcune insegnanti di religione precarie. A questi «precedenti» ha fatto riferimento l’avvocato Giacomo Orsucci, che ha seguito la vicenda delle due donne che si erano rivolte a Cisl scuola. Al temine di una vertenza avviata nel 2008, il giudice del lavoro del tribunale di Pisa Vincenzo Turco ha condannato il Ministero a pagare alla docente 2.386,59 euro, e all’Ata 2.263,84 euro, oltre agli interessi. Di fatto, le due donne hanno potuto esigere la riscossione degli ultimi cinque anni di arretrati.
Ma, in busta paga, vederanno d’ora in poi un aumento corrispondente al quarto scatto di anzianità (riconosciuto loro, appunto, per i nove anni di servizio). Altri casi simili a quello appena raccontato sono seguiti dalla Cisl scuola di Pisa, che anzi invita tutti gli interessati a rivolgersi ai propri uffici (via Corridoni 36, lunedì e giovedì 17-19, tel. 050 518219 o 518214). «Purtroppo ci sono alcuni precari che, prima di essere’stabilizzati’, devono attendere anche più di quindici anni» commenta la segretaria generale di Cisl scuola Giuseppina Canuso.
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