Il dolore
«È crisi, vengano in consiglio»
Gianluca Campanella
Il Pdl: la maggioranza dimostri di essere tale
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PISA. Patrizia Paoletti: «La maggioranza affonda. Sulle scialuppe di salvataggio mettiamoci la città». Diego Petrucci: «Il sindaco abbia il coraggio di portare la crisi in consiglio». Giovanni Garzella: «Tanto di cappello per Cerri e Zappacosta, gli unici capaci di fare un passo indietro». Dopo le dimissioni di Carmine Zappacosta (Pd) dalla presidenza della commissione urbanistica e l'annuncio di Fabrizio Cerri di tornare al lavoro, il Pdl ha lanciato l'affondo. Secondo Paoletti, capogruppo Pdl in Comune, «la giunta è implosa e la maggioranza è arrogante, ma almeno avesse i numeri per farlo! In sala delle Baleari garantiscono solo una "fascia oraria" sempre più ristretta, poi si dileguano». Per questo il Pdl «sta lavorando al rilancio del consiglio» insieme alle altre forze d'opposizione. E la sfiducia alla presidente Titina Maccioni è «una delle possibilità: non ci sottraiamo, ma siamo partecipi». Petrucci ripercorre la storia delle dimissioni: «Prima l'assessore Valentina Settimelli, poi il presidente della commissione cultura Stefano Landucci. Ora c'è un salto di qualità, perché l'urbanistica è il compito prevalente di un comune. Non crediamo ai "problemi personali" di Zappacosta, guarda caso arrivati una settimana dopo essere stato trombato da Filippeschi e Fontanelli nella corsa per la segreteria comunale del partito». Sulle «quasi dimissioni» di Cerri, ricorda che si tratta anche dell'assessore di raccordo, perché rappresenta la giunta nella conferenza dei capigruppo. Quindi la sfida e un invito: «Filippeschi venga in consiglio e faccia vedere se i suoi hanno forza, responsabilità e competenza». Garzella dubita che ciò avvenga, perché «per loro il consiglio è un'arena e noi i leoni. Ma il problema è che sono gli stessi gladiatori a darsele tra loro. Noi dell'opposizione abbiamo vinto, perché siamo riusciti a mettere in luce la crisi del sistema: lavoriamo in costante contatto con gli altri gruppi di minoranza». E se la verifica desse un esito negativo, Garzella non vede nulla di strano «nel ridare la parola agli elettori. È la cosa più normale del mondo, come hanno dimostrato Zappacosta e Cerri: non pensavo che esistessero ancora persone come loro». Chiude Silvia Silvestri: «Filippeschi e Fontanelli gestiscono la città come fosse una sezione del Pd. Ma il precedente a Roma della staffetta Rutelli-Veltroni ci piace».
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