Sicurezza
Stallette, un futuro da 3 milioni
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Unimmagine delle vecchie stallette 15mila metri quadrati nei pressi dei Vecchi Macelli per un museo, laboratori e imprese ad alta tecnologia
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PISA. Partire dalla storia per costruire il futuro. Un "claim" sempre più diffuso dalla giunta Filippeschi, nell'"era del Piuss", grazie ai cui fondi la "nuova città" inizia a prendere forma. Ultima operazione, in ordine di tempo, la liberazione delle le cosiddette "Stallette", struttura di valore storico monumentale, a due passi dai Vecchi Macelli, che per oltre mezzo secolo ha fatto da civile abitazione per nove famiglie pisane. «Un'operazione condivisa dai diretti interessati che occupavano senza titolo lo stabile - sottolinea l'assessore comunale alla casa, Ylenia Zambito - anche perché siamo riusciti a trovare le necessarie soluzioni abitative, in base ai diversi redditi, per quanti ne hanno fatto richiesta». Con un investimento di 3 milioni di euro, come prevede il bando reso pubblico da due giorni, le Stallette saranno trasformate in una funzionale struttura destinata ad ospitare, entro il 2014, sette incubatori d'impresa nel settore dell'alta tecnologia. «Le aziende interessate - spiega l'assessore comunale ai lavori pubblici, Andrea Serfogli - hanno tempo fino all'8 novembre per presentare le loro proposte che, successivamente, saranno valutate da un'apposita commissione di valutazione». Una scelta, quella della destinazione d'uso, che andrà ad integrarsi al meglio con la realizzazione, nell'area confinante, della "Cittadella Galileiana", ovvero il centro della scienza di Pisa uno spazio di oltre 15mila metri quadrati in cui troveranno posto la Ludoteca Scientifica e il Museo del Calcolo, ma anche laboratori di ricerca e imprese specializzate nell'alta tecnologia e nel terziario avanzato. «Con la pubblicazione del bando si compie un altro passo in avanti verso la realizzazione di un altro importante progetto di riqualificazione urbanistica - afferma il sindaco Filippeschi. - A due passi dal centro storico nascerà un polo scientifico moderno, collegato alla Cittadella da un lato e al Museo delle Navi Romane, per il quale attendiamo che il Ministero dia corso ai finanziamenti promessi, dall'altro, con il recupero delle caserme e del Santa Chiara, porteremo il quartiere di Santa Maria al centro di uno dei principali assi turistico-museali della città». D.G.
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