Il dolore
Perseguitava la ex: lo arrestano
Candida Virgone
Finito l'incubo di botte e violenze, durato anni, per una studentessa
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PISA. Insulti, minacce, botte continue, veri e propri pestaggi finiti spesso in ospedale. E poi anche sesso imposto con la violenza, rapporti consumati fra le lacrime e il ribrezzo. Lo chiamano amore criminale, amore malato, ma con l'amore non ha nulla a che fare, e, grazie alla introduzione recente di un reato come lo stalking, a volte si riesce a non trasformarlo in tragedia. È quello che ha vissuto per anni una ragazza sarda, 23 anni appena, studentessa universitaria. Il suo incubo è finito qualche giorno fa, vicino ad un'aula studio dell'ateneo, dopo l'ennesimo, plateale, pestaggio. Il suo ex, un ragazzo di Mazara del Vallo, 23 anni anche lui, è stato raggiunto dopo dieci giorni di indagini ed arrestato con una raffica di accuse: atti persecutori, violenza sessuale, violenza privata, violazione di domicilio e lesioni personali. Un incubo che andava avanti da anni secondo un cliché fin troppo noto. Lei lo lascia, lui non si rassegna, torna alla carica e poi passa alle maniere forti: parolacce, vere e proprie persecuzioni, minacce e botte da orbi, alla prima occasione. La ragazza sarebbe finita in ospedale più volte, con una mano fratturata e una costola incrinata, ma non racconta niente di quanto accade. Sono caduta, ho urtato contro un mobile, sono scivolata: per i medici trova sempre scuse. Il ragazzo trapanese arriva perfino ad entrare in casa sua, a Pisa, nell'appartamento che lei divide con altre studentesse, in centro, e in quell'occasione non si ferma neanche davanti ad una cara amica della ex: minaccia anche lei. Non accetta di essere stato lasciato, pare, dopo anni di convivenza vissuta però in un clima di continua violenza. Sara - il nome è di fantasia - è roba sua, deve stare con lui, per forza. Fino all'assalto plateale a due passi da un'aula studio, una delle tante dell'università, gremita di giovani che preparano gli esami. È il 13 settembre, il ragazzo arriva ed aggredisce la ragazza, la sbatte contro una macchina e poi contro un muro, la pesta a sangue. Chiamano la polizia e arrivano gli agenti di una pattuglia Volante. La ragazza, spaventata e ferita, viene portata in ospedale: i medici decidono di ricoverarla. Davanti ai camici e alle divise che chiedono spiegazioni e davanti ad un referto importante (ha avuto un mese di prognosi), la verità non si può più nascondere e la ragazza, per la prima volta, trova il coraggio di raccontare quell'incubo durato anni. Parte la querela e la denuncia della polizia: si apre così un'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Porpora. Il 17 settembre il gip del tribunale di Pisa ha emssso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere che è stata eseguita lunedì scorso in Sicilia: gli uomini della Squadra Mobile di Mazara del Vallo hanno arrestato il ragazzo che è finito al carcere di Marsala.
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