Il Tirreno

Pisa

Una stagione lirica che parla d'amore e guarda ai giovani

Candida Virgone
La scena allestita per l’opera di Gounod
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La scena allestita per l’opera di Gounod

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 PISA. Sarà una stagione lirica improntata ai giovani e soprattutto alla speranza per il futuro. Non a caso si parte con «Romeo e Giulietta» di Gounod, una storia d'amore riservata agli anni verdi, per quanto non proprio di grandi speranze, visto il bagno di sangue finale. Ma di futuro il teatro ha bisogno di parlare, perché, come ha sottolineato ieri anche in occasione della presentazione del cartellone il presidente Sergio Cortopassi (con il direttoe musicale Claudio Proietti e l'assessore comunale alla cultura Silvia Panichi), in sintesi, non c'è una lira. Che il Verdi fosse al verde si sapeva da tempo, ma se non si sblocca la situazione degli enti partner principali, Comune e Provincia, visti i tagli alle finanze locali, sarà difficile fare anche una programmazione per l'anno prossimo. Cioè la programmazione si fa, si sta facendo, come ha detto il presidente, ma con grandi difficoltà. «La Fondazione chiuderà bene il bilancio per il secondo anno consecutivo - sottolinea Cortopassi - ma sul 2012 pesa l'incertezza dei contributi». Intanto si può dire che, nel rinnovato rapporto fra i tre teatri vicini per il progetto lirica, è in atto un programma che parte proprio dall'anno prossimo e deve arrivare al 2013: Livorno farà Cavalleria Rusticana e Pagliacci, Lucca la Bohème e Pisa, si spera, incrociando le dita, Traviata.  Sulla vertenza con gli stagionali Cortopassi rinvia ad un prossimo incontro, per il reclutamento ricorda che il diritto di prelazione non esiste ma che c'è un riconoscimento del debito prestato che è un titolo che fa punteggio, e infine che il teatro è una Fondazione soggetta a controllo pubblico.  Proietti ha spiegato l'impronta giovane della stagione (il cast della prima ha una media di 34 anni), la prenotazione per le recite promozionali già di 552 studenti, prove aperte al pubblico, eventi in città dei laboratori di Fare Teatro a ridosso degli spettacoli, tutto nell'ottica dell'identità culturale plurima della città.  Tranne il Trovatore le altre opere non sono mai state rappresentate a Pisa: il sipario si alza il 9 e 10 ottobre su Gounod («Romeo e Juliette») e prosegue il 4 dicembre con l'operina di Tarabella «Clown»; segue Mozart («Il ratto del Serraglio» il 18 e 19 dicembre, e chiude il 16 gennaio «Le convenienze e inconvenienze teatrali». Durante la stagione, oltre alle conferenze per spettatori e studenti, ci saranno tre appuntaenti musicali: il 26 ottobre con Auser Musici a 250 anni dalla nascita di Cherubini, il 9 e 10 dicembre con i Sacchi di sabbia che portano in scena pezzi del Don Giovanni di Mozart con «boccacce, versacci e rumorini» e il 14 aprile con un'opera del piano Filidei su Serantini. Il tutto, assicura il presidente, in linea con la crisi: a prezzi modici.

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