La manifestazione
Perseguita il figlio, condannato
Candida Virgone
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Unudienza di un processo in tribunale a Pisa (Foto darchivio) Un mese a un docente in pensione: non lasciava in pace la coppia
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PISA. Un mese di condanna ad un professore in pensione, comparso sul banco degli imputati del tribunale a Pisa per aver messo in atto, secondo l'accusa, una sorta di persecuzione ai danni del proprio figlio, della nuora, non proprio gradita, e della nipotina, figlia della coppia, che oggi ha sette anni. Il giudice monocratico Luca Salutini, al termine di un ultimo exploit avvenuto ieri mattina («ammetto, volevo farli separare perché lei era povera: d'altra parte meglio p... che povera»), lo ha condannato a un mese, condonato perché rientra nell'indulto, a quattromila euro di risarcimento (duemila a testa) alle parti civili, figlio e nuora, rispettivamente un bancario ed una casalinga, e al pagamento delle spese processuali. Il professore, un pisano di 74 anni (il nome non viene pubblicato per il coinvolgimento della nipote minorenne) doveva rispondere di molestie e disturbo delle persone, articolo 660 del codice penale ed era difeso dalle avvocate Lucia Cristaudo e Laura Antonelli, mentre la coppia era assistita dall'avvocato Stefano Di Maio. L'imputato è stato portato in giudizio per l'articolo 660 perché al momento in cui figlio e nuora (esasperati dalle sue presunte persecuzioni e dall'ingerenza nell'educazione della loro bambina) presentarono querela, non era ancora contemplato lo stalking. Figlio e nuora avrebbero deciso di allontanarsi stanchi da continue offese, iniziate addirittura durante il banchetto di nozze, quando l'uomo si sarebbe lasciato andare a considerazioni non proprio edificanti sulla nuora con gli invitati. Il dibattimento si è concentrato sugli avvenimenti fra il 2003 ed il 2006, anno della querela. Secondo il racconto delle parti civili, il nonno, che avrebbe una particolare concezione delle donne e che si sarebbe rivolto alla bambina con linguaggio discutibile, negli anni li avrebbe tempestati di pesanti ingiurie via mail, via sms e sulla segreteria di telefonica casa, con lettere e pressioni continue, avrebbe cercato di investirli, e si sarebbe appostato per ore sotto casa e davanti alla scuola di danza della nipotina. Il bancario aveva raccontato che il padre aveva cercato di danneggiarlo con illazioni anche nell'ambiente di lavoro, e soprattutto tramite una lettera indirizzata a Natale scorso a lui e ad altri 15 destinatari. L'ex insegnante aveva anche presentato due ricorsi al tribunale dei minori di Firenze perché non gli facevano vedere la bimba, ricorsi che però si sarebbero rivolti contro di lui con due provvedimenti del tribunale stesso e della corte d'appello, in cui venne vietato, «per il bene della bambina» qualsiasi contatto con il nonno. L'ultima perla ieri mattina, quando in aula è stato mostrato un assegno inviato alla bimba in cui nella causale si insultava la madre della piccola che non consentiva la consegna a mano. Per il prof «era solo un regalo».
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