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Crac Parmalat, assolto negli altri due processi
Il pm chiede 4 anni per Enrico Barachini
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PISA. Il pm di Parma, nel processo in atto per il crack Parmalat, ieri ha chiesto 4 anni, per colpa in bancarotta, per il pisano Enrico Barachini, che pure per altre gravi accuse era stato assolto dal tribunale di Milano. Pesanti le richieste per gli altri 16 imputati: in particolare 20 anni per Calisto Tanzi, 12 per il fratello Giovanni, 9 e mezzo per Fausto Tonna. Il dott. Enrico Barachini è già stato giudicato ed assolto con formula piena dal Tribunale di Milano, da altre gravissime accuse a lui mosse, nella veste di consigliere indipendente di Parmalat Finanziaria: era accusato di aggiotaggio dei titoli Parmalat, di ostacolo alla vigilanza Consob, e di falso nelle relazioni e comunicazioni dei revisori Deloitte & Touche e Gran Thorton. Accuse indissolubilmente connesse con quelle per cui si procede in questo momento a Parma. In quel caso, la pubblica accusa, che pure aveva chiesto 4 anni, non appellò la sentenza. Mentre l'appello proposto da alcune parti civili è stato respinto dalla Corte d'Appello di Milano che, nell'estate scorsa, ha confermato l'assoluta correttezza del comportamento tenuto dal dott. Barachini. Il Tribunale di Milano aveva sottolineato nella sua sentenza che «non c'è a carico del consigliere Barachini alcun serio elemento da cui inferire... che egli avesse conosciuto... che le condizioni del gruppo erano disastrate...", ma soprattutto che "nulla si può addebitare alla ineccepibile condotta del consigliere Barachini".
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