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Pisa

Ex Baglietto, salvare i 68 posti di lavoro

La sede dei cantieri di Pisa dell’ex gruppo Baglietto
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La sede dei cantieri di Pisa dell’ex gruppo Baglietto

Dopo il passaggio alla Overmarine, il primo nodo è l'occupazione

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 PISA. Assegnato il timone, è proprio il caso di dirlo, alla Effebi-Overmarine della famiglia Balducci, per l'ex Gruppo Baglietto si apre ora un'altra fase ugualmente importante delicata: quella che riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro e la situazione dei creditori.  Il curatore fallimentare Federico Galantini ha detto la sua: «Non era una gara semplice, non si trattava di vendere un'immobile, ma di valutare un progetto che garantisca la prosecuzione del lavoro per i dipendenti e anche per i fornitori, già pesantemente colpiti. Per noi l'offerta migliore è stata quella di Overmarine, impresa consolidata del settore e, aspetto rilevante, non in contrasto con l'attuale tipologia di produzione di Baglietto. Si è poi naturalmente tenuto conto del gradimento dei fornitori».  E la posizione dei lavoratori? «Verranno integrati gradualmente - ha spiegato ancora il ragionier Galantini - in base alle commesse degli armatori. Attualmente alla Spezia parliamo di 54 dipendenti, a Pisa sono 68, a Varazze 38. La maggioranza oggi è in cassa integrazione, solo 15 stanno lavorando, per il resto si va a richiamo».  Del concordato fallimentare se ne riparlerà tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. Overmarine ha alzato fino al 15% la quota per i fornitori. «Aumentare o diminuire questa percentuale non avrebbe spostato molto - è stato spiegato - perchè ai fornitori interessa soprattutto il futuro, ovvero la possibilità di lavorare ancora che consente di recuperare il buco subito».

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