Il Tirreno

Pisa

Vittima dei bulli sull'autobus

Daniele Benvenuti

La denuncia di una mamma: adesso basta, vado dai carabinieri

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 PISA. «Veri e propri atti di bullismo, altro che scherzi goliardici di studenti anziani alle matricole. Per questo abbiamo già pronta una denuncia ai carabinieri». A parlare è una mamma che si è rivolta al nostro giornale dopo che suo figlio, iscritto al primo anno dell'istituto alberghiero Matteotti di via Garibaldi, ha denunciato ripetute molestie avvenute sul bus di linea che prende alla fine della scuola per tornare a casa.  Episodi pesanti, come ci racconta la mamma, che niente hanno a che fare con la goliardia o lo scherzo. «Si tratta di veri e propri soprusi - spiega ancora - compiuti dai ragazzi più grandi (alcuni anche maggiorenni). Si va dal contatto fisico vero e proprio anche con palpeggiamenti, all'obbligo di rimanere in piedi con la testa appoggiata al finestrino per non far cadere una moneta. Una situazione - continua la mamma - che è iniziata il primo giorno di scuola e che, capite bene, diventa un vero e proprio incubo per mio figlio nel lungo tragitto da scuola a casa».  I fatti denunciati sarebbero avvenuti sulla linea della Cpt che collega Pisa a Ponsacco. Gli studenti dell'istituto Matteotti (insieme anche agli altri ragazzi del Buonarroti e del Santoni, istituti che fanno parte del complesso Marchesi, ndr) salgono sul mezzo alla fermata di via Betti.  Si tratta di un bus articolato, sempre pieno vista la corsa dedicata alle scuole che copre buona parte della Valdera; molti ragazzi viaggiano anche in piedi. Per gli autisti è impossibile controllare ciò che avviene soprattutto nella parte finale del mezzo (e per altro il loro compito è quello di guidare); gli schiamazzi sono all'ordine del giorno, ma mai qualcosa di più che possa far sospettare all'autista che stia succedendo qualcosa e quindi intervenire anche fermando il mezzo.  Episodi che purtroppo non sono isolati, vista anche una denuncia analoga dei genitori di una studentessa ponsacchina anche lei vittima di soprusi sul pullman di linea.  «Ci siamo rivolti alla scuola nella persona del vicepreside - dice ancora la madre - il quale, giustamente dal suo punto di vista, ci ha consigliato di rivolgerci alle forze dell'ordine visto che i fatti sono all'esterno dell'edificio scolastico. Abbiamo quindi pensato che l'unico passo per far concludere questa situazione sia la denuncia ai carabinieri».  Denuncia che, sempre secondo la madre, non sarebbe isolata. Infatti l'anno scorso agenti in borghese - ma anche dipendenti della Cpt - hanno provato a cogliere in flagrante questi bulli, segno evidente che qualcuno aveva già fatto presente il fenomeno. Impresa però molto difficile in quanto appena una persona adulta si avvicina nei posti "caldi" del pullman, tutto sembra tranquillo.  Il compagno della mamma ha poi fatto sapere che se ci fossero genitori che hanno i figli vessati da atti di bullismo, di contattare il numero di cellulare 340-1060548 (Massimo) per una possibile denuncia comune.  Intanto, la Cpt è al corrente delle denunce, ricevute anche attraverso il suo numero verde, tanto da aver allertato i suoi uffici. Uno dei suoi mezzi autoarticolati è anche dotato (i bulli sono avvisati) di circuito interno di videosorveglianza che potrebbe essere un deterrente.

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