Il Tirreno

Pisa

Stagionali al Verdi: dietrofront o sciopero

Gennaro Di Biase
Spettatori al teatro Verdi
◗
Spettatori al teatro Verdi

La Cgil chiede per i lavoratori il rispetto del contratto sul diritto di prelazione

3 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Continua lo scontro fra il sindacato Cgil e il Teatro Verdi. In una conferenza stampa ieri i dirigenti sindacali hanno ribadito le loro critiche e invocato un ripensamento. «Il Teatro Verdi - ha detto Gianfranco Francese, segretario provinciale Cgil - faccia un passo indietro di fronte ad una grave lesione ai diritti dei lavoratori. Quella di non riconoscere il diritto di prelazione nel reclutamento è una decisione grave, che rischia di introdurre anche nel nostro territorio uno svuotamento del contratto nazionale».  La Cgil, per spiegare la propria posizione, ha ricostruito l'accaduto. L'8 luglio scorso, leggendo sul sito del Verdi che era previsto un bando pubblico per assumere il personale di palcoscenico, Marco Gabellieri, Massimiliano Terachi, Nicola Savazzi, Giovanni Benedetti e Marco Carvelli (un elettricista, tre macchinisti e un fonico) avevano deciso di non iscriversi al concorso e seguire l'iter previsto dal contratto di categoria. I 5 lavoratori fanno come previsto dall'articolo 1 del contratto nazionale: per confermare il loro diritto di precedenza mandano una dichiarazione di disponibilità all'azienda. Ma il 9 settembre il Cda del Verdi procede alle nuove assunzioni, appellandosi all'articolo 8 dello stesso contratto e sostituendo 3 dei cinque lavoratori (un elettricista e due macchinisti) sulla base del bando pubblico, le cui graduatorie hanno valenza triennale.  «Il bando era poco trasparente - commenta Terachi - solo in fondo alla pagina era scritto che la commissione avrebbe tenuto conto anche dell'esperienza precedente. Non avevamo nessuna garanzia che i nostri diritti di anzianità venissero rispettati».  «Non è possibile - aggiunge Feliciano Raimondo, segretario del sindacato lavoratori della comunicazione - che un diritto sancito dal contratto diventi criterio di discrezionalità di una commissione».  Intanto, nei giorni scorsi il bando pubblico per le maschere ha confermato il personale già in forze al teatro. La contestazione del sindacato, va aggiunto, riguarda anche la formula con cui si è dato esito al bando: un semplice colloquio col candidato giudicato da una commissione di due membri interni allo stesso teatro.  La Cgil attende di vedere cosa accadrà dopo la protesta. E chiede che il Verdi, allo scadere del contratto di un mese firmato dai nuovi tecnici assunti, riprenda i tre lavoratori che sono rimasti fuori. Invece, se il Verdi continuerà a mantenere la decisione di avvalersi alla norma sulla procedura dell'avviso pubblico, il sindacato minaccia di scioperare e chiamare in causa i soci pubblici della Fondazione Teatro.  Ma non è tutto. Problemi e rivendicazioni non riguardano solo gli stagionali. Altri 5 lavoratori con contratto a termine annuale del Verdi temono per loro. Il 31 dicembre scade il contratto che gli viene rinnovato da anni. Dato che finora si è già andati oltre il limite consentito per i contratti a tempo determinato, la Cgil ne chiede l'assunzione a tempo indeterminato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web