Sicurezza
I ricercatori non faranno lezione, ma saranno presenti agli esami per non penalizzare gli studenti
Lezioni rinviate per protesta a Farmacia
Gianluca Campanella
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La sede della facoltà di Farmacia Si allunga l'elenco delle facoltà universitarie che contestano la riforma Gelmini
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PISA. Il consiglio di facoltà di farmacia ha rinviato all'unanimità l'approvazione della programmazione didattica «a data da destinarisi». Il provvedimento si allinea a quello che in altre facoltà è stato preso nell'ultimo mese e mira a evidenziare quanto la figura dei ricercatori sia penalizzata dalla riforma Gelmini dell'università e quanto sia importante per la didattica. L'assemblea dei ricercatori dell'ateneo aveva deciso di non accettare più ruoli di didattica frontale a titolo gratuito (per legge non dovuti), mettendo in crisi tutta la programmazione che per anni si è avvalsa di questa forma di collaborazione. Questo perché il ddl Gelmini uccide ogni speranza di progressione di carriera, molla che finora aveva permesso di «fare volontariato», come i ricercatori chiamano le lezioni tenute senza corrispettivo economico. Il consiglio di farmacia è formato da 64 componenti, tra cui 5 rappresentanti degli studenti e 3 del personale tecnico amministrativo. Ieri erano presenti in 56 e prima di votare, c'è stata una lunga discussione in cui i professori ordinari e associati hanno motivato la loro adesione alla protesta: «La vostra - rivolti ai ricercatori - non è una battaglia corporativa, ma un misura volta a garantire l'efficacia del sistema». Infatti, se i docenti di prima e seconda fascia coprissero i "buchi" lasciati in aula dai ricercatori, sforerebbero il monte ore imposto dalla legge, con ripercussioni sulla qualità della didattica. I ricercatori hanno dato la disponibilità ad affiancare i professori negli esami, durante il mese e più senza lezioni. E hanno accolto la proposta degli studenti per un'assemblea pubblica il 4 ottobre.
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