Il Tirreno

Pisa

Petizione alle istituzioni locali e regionali con il supporto di Confcommercio

Settanta firme contro i Punti Blu

Bagnanti a Marina di Pisa
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Bagnanti a Marina di Pisa

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 MARINA. Una petizione firmata da settanta imprenditori di Marina, indirizzata alle massime cariche politiche e istituzionali locali e regionali.  Gli imprenditori contestano il progetto dei Punti Blu - strutture con servizi per i bagnanti - e la petizione sottoscritta rappresenta un vero atto d'accusa contro lo stesso.  «Il progetto di gestione dei Punti Blu è contro gli interessi degli imprenditori di Marina di Pisa e rappresenta uno schiaffo, gratuito ed ingiusto, nei confronti della loro professionalità - recita il testo firmato dagli imprenditori -. Se questo progetto dei punti dovesse essere applicato, sarebbero avvantaggiati gli imprenditori esterni, attirati dalla possibilità di fare affari, se non addirittura speculare durante la stagione estiva e poi, con l'arrivo dell'autunno, tornarsene a casa. Si tratta di qualche cosa che penalizzerebbe pesantemente l'imprenditoria locale, contribuendo al suo affossamento definitivo. Esplicita la richiesta degli imprenditori: ritirare subito il progetto, così come è stato presentato e iniziare un nuovo cammino di concertazione con le associazioni di categoria, come peraltro chiesto da Confcommercio Pisa negli otto incontri precedenti». Tra le firme in calce al documento, si registrano quelle di titolari di pubblici esercizi e ristoranti, ma anche di molti negozi commerciali, dalle pescherie alle erboristerie, dalle edicole alle farmacie. Tutti uniti, in difesa della specificità dell'imprenditoria locale.  Federico Pieragnoli, direttore Confcommercio Pisa, aggiunge: «Settanta imprenditori di Marina manifestano la loro contrarietà al progetto Punti Blu. Imprenditori direttamente interessati, ma anche commercianti che hanno deciso di solidarizzare con i colleghi. Marina vive di una propria specificità e di una ricchezza imprenditoriale troppo spesso sottovalutata da chi ha responsabilità istituzionali. La bocciatura di questo progetto è chiara. Dobbiamo ripartire da zero, di concerto con le associazioni imprenditoriali, per trovare una strada comune e condivisa».

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