Il dolore
Intervento in tele-anestesia tra Pisa e il Canada
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Un momento dellintervento in tele-anestesia È la prima esperienza del genere, frutto della collaborazione tra l'ateneo e la McGill University
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PISA. Da oggi, l'anestesista e il paziente non devono necessariamente trovarsi nella stessa stanza; anzi, nello stesso continente. È il risultato di un'innovativa ricerca condotta in collaborazione tra l'Università di Pisa e la McGill University di Montreal, nata da un'idea del professor Thomas Hemmerling della McGill University e sviluppata grazie alla collaborazione scientifica di vecchia data col professor Francesco Giunta dell'Università di Pisa, coadiuvato dal dottor Cédrick Zaouter. L'idea era quella di definire una nuova modalità di gestione dell'anestesia durante un intervento chirurgico attraverso un controllo remoto. Così, tra il 30 agosto e il 9 settembre l'equipe medica del professor Paolo Miccoli ha operato a Pisa venti pazienti per patologia della ghiandola tiroidea presso le sale del dipartimento di "Chirurgia generale II" di Cisanello. L'anestesia, però, è stata diretta da Montreal, Canada. È stata definita "tele-anestesia" ed è la nuova frontiera del settore. Le due equipe di ricercatori sono in comunicazione continua tramite un collegamento audio-video che permette di effettuare la visita anestesiologica preoperatoria del paziente; di monitorare il paziente durante l'intervento grazie a quattro dispositivi digitali collocati strategicamente nella sala operatoria, controllando ad esempio frequenza cardiaca, elettrocardiogramma e parametri ventilatori; intervenire in caso di necessità per fornire suggerimenti in tempo reale. Inoltre, un sistema infonde gli anestetici in modo automatizzato permettendo una somministrazione personalizzata per quel paziente sulla base dei parametri clinici, in ogni singolo momento. Tuttavia, per questioni di sicurezza, in qualsiasi momento è possibile interrompere la procedura automatica e passare ad un controllo manuale. Venti pazienti canadesi si sono già resi disponibili per partecipare alla seconda fase del programma, nella quale l'equipe pisana guiderà le anestesie effettuate a Montreal. Per stabilire la sicurezza e l'affidabilità del progetto sarà successivamente coinvolto un campione più numeroso. Non avremo più bisogno di anestesisti? Tutt'altro, la tele-anestesia non è nata per questo. Si tratta di un supporto, che può essere prezioso in situazioni particolari, che richiedono conoscenze specifiche altrimenti non disponibili. Si pensi, ad esempio, alla necessità di raggiungere aree remote, paesi del terzo mondo o regioni che non dispongono di un adeguato livello di competenza o esperienza. Più in generale, ne possono derivare benefici anche a livello nazionale, nella gestione territoriale delle strutture e dei pazienti.
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