Il Tirreno

Pisa

Baglietto, altro rinvio

La sede dei Cantieri di Pisa (Gruppo Baglietto)
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La sede dei Cantieri di Pisa (Gruppo Baglietto)

Il curatore fallimentare prende tempo: vuole ulteriori garanzie dal gruppo del russo Antonov

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 PISA. Le mani del russo Antonov sul Gruppo Baglietto. Ma la partita non è ancora chiusa. Il curatore fallimentare Federico Galantini ha preso altri dieci giorni di tempo prima di emettere il verdetto. La nuova scadenza è dunque il 30 settembre. La proroga già utilizzata non è bastata per chiarire tutti i contorni della vicenda.  L'unica certezza, al momento, è che l'offerta di Vladimir Antonov risulta la più alta, decisamente la più alta. E nessuno degli altri gruppi interessati è in grado di pareggiarla. Secondo quanto emerge da La Spezia, Galantini però, prima di assegnare lo storico marchio del Gabbiano al magnate russo, vuole qualche sicurezza in più sotto il profilo economico.  In pratica, il liquidatore vorrebbe che fosse un istituto bancario italiano a garantire l'operazione e non quella lituana Snoras, o almeno non solo. Antonov ha offerto 39 milioni per il marchio, oltre ad una quota del 20% a vantaggio dei fornitori che vantano crediti.  L'affare vola quindi verso cifre molto alte, che sfiorano i 60 milioni di euro. Se la società Converse-New Project, quella creata da Antonov proprio per definire l'acquisto di Baglietto, produrrà quanto richiesto, la strada sarà spianata e il gruppo avrà finalmente il suo nuovo proprietario, senza altri colpi di scena.  Restano un passo indietro gli altri due gruppi che avevano presentato formale proposta, la Effegi-Overmarine di Giuseppe Balducci e la San Lorenzo amministrata da Massimo Perotti. Le loro offerte partono da una valutazione inferiore.  Intanto dalla corsa verso Baglietto si è definitivamente ritirata la Tecnomar di Massa-Viareggio, che ad un certo punto sembrava intenzionata ad inserirsi in extremis nella difficile contesa. Una decisione scaturita dopo un lungo colloquio con gli stessi consulenti del Gruppo Baglietto.  La partita che tiene in ansia i lavoratori dei cantieri di Pisa, Spezia e Varazze (Savona) resta così aperta, anche se ormai pende dalla parte del finanziere russo. Quello che non auspicava la Cgil pisana, che si era schierata apertamente per la viareggina Effegi-Overmarine.

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