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Pisa

Salta il servizio per l’elementare Don Milani

A Sant'Ermete senza scuolabus Scoppia la protesta dei genitori

Bambini alla fermata dello scuolabus
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Bambini alla fermata dello scuolabus

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 PISA. Oggi comincia la mensa nelle scuole dell'infanzia e nelle scuole a tempo pieno del Comune. Ma per i genitori sarà una giornata da "sudoku" per trovare tutte le combinazioni possibili al fine di portare e andare a prendere i figli da scuola.  Infatti, la campanella è suonata portandosi dietro echi e proteste dalla scuola primaria Don Milani di S. Ermete dove il servizio scuolabus è sparito nel gorgo dei tagli ministeriali e nelle procedure burocratiche.  Tutto questo è accaduto nonostante che i genitori dei bambini del centro storico abbiano sollecitato più volte l'ufficio scuola del Comune richiamando anche l'attenzione dell'assessore all'istruzione MariaLuisa Chiofalo. Ma l'assessore, nella riunione generale in Comune con le scuole di venerdì scorso (come avevamo scritto) aveva dichiarato di non avere abbastanza soldi in bilancio per potere mettere a disposizione lo scuolabus.  «Così - scrive Patrizia Pacini, una mamma - dopo 14 anni di servizio lo scuolabus che accompagnava i bambini dal centro alla scuola di periferia è stato soppresso per volontà del Comune di Pisa. L'assunto generale è sbagliato: è vero che ci sono meno risorse per tutti, ma è una questione di scelte. Dovrebbe essere una costante di qualsiasi servizio pubblico e nel caso specifico quello scolastico garantire ai cittadini la copertura sociale e l'efficienza della gestione di un servizio. Per questo le risposte non possono essere riducibili al modello amministrativo di tipo burocratico poiché pregiudicano scelte importanti che riguardano l'infanzia limitando i diritti dei bambini.  I genitori infatti ritengono che sia un difetto di visione e richiamano l'amministrazione alla sua quota di responsabilità: anche in mancanza di finanziamenti un'amministrazione comunale di sinistra dovrebbe innanzitutto garantire i servizi per le scuole e poi occuparsi di altre questioni meno prioritarie».  All'interno della scuola, c'è anche la posizione di un gruppo di genitori che, anche questi residenti in centro città, hanno presentato la domanda per usufruire dello scuolabus a giugno invece che a febbraio, quindi fuori tempo al contrario di quanto era previsto l'anno precedente. Questi genitori hanno scritto all'assessore Chiofalo sostenendo che «a causa di uno spiacevole disguido dovuto a un difetto di comunicazione, di cui non è imputabile né il Comune né tanto meno i genitori, le domande per riconfermare l'adesione al servizio sono state depositate oltre i nuovi termini previsti per febbraio anziché per giugno come di consueto avveniva negli anni precedenti. Essendo genitori impegnati entrambi con orari di lavoro prolungati ci appelliamo al buon senso di codesta amministrazione affinché anche quest'anno i nostri figli possano usufruire del servizio».

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