Il dolore
Stagionali sul piede di guerra
Gennaro Di Biase
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La platea del teatro Verdi Contestate le selezioni pubbliche per assumere
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PISA. Problemi sindacali in scena al Teatro Verdi per il rinnovo dei contratti di lavoro degli stagionali alla vigilia della ripresa delle stagioni di lirica e di prosa. Il consiglio di amministrazione della Fondazione ha emesso un bando pubblico per il reclutamento degli stagionali, contro il quale si oppongono - e minacciano di rendere concreta la protesta ricorrendo alle vie legali - i sindacati dei lavoratori a cui sarebbe stato negato il diritto di prelazione del posto previsto dal contratto di categoria. Il caso era esploso dodici giorni fa, quando due macchinisti e un elettricista, pur avendo già prestato servizio di lavoro al teatro Verdi negli anni scorsi, erano stati superati da altrettanti colleghi vincitori del bando e si erano ritrovati disoccupati. Soltanto due lavoratori dei cinque assunti dopo l'avviso pubblico si erano visti confermare il posto di lavoro. La Slc (sindacato lavoratori comunicazione) contesta ora all'azienda di aver ignorato il diritto di prelazione previsto dal contratto di lavoro della categoria dello spettacolo aggiornato a gennaio 2009. Secondo l'accordo, chi nell'ultimo triennio ha prestato servizio in teatro può saltare in cima alle graduatorie dei bandi pubblici e vantare la precedenza nelle chiamate al lavoro. Dal Teatro Verdi, per ora, nessun commento. Solo si fa sapere che nel deliberare la procedura da seguire per le assunzioni presso il teatro, il consiglio di amministrazione ha ritenuto opportuno ricorrere ai bandi pubblici, così come previste dalle norme di legge del 2008 che parlano di obbligatorietà della pubblicità per il reclutamento del personale. Insomma, il nodo è giuridico. Infatti, dal canto suo, il sindacato sostiene che il diritto di prelazione sia confermato dall'articolo 1 della legge 247 del 2007. «Abbiamo diffidato l'azienda - fa sapere dalla Cgil il segretario provinciale Slc Feliciano Raimondo - e se non troveremo margini di trattativa, procedermo per vie legali. I bandi non possono non tenere conto del contratto». A sentire lavoratori e sindacati, poi, al centro del contenzioso c'è anche la composizione della commissione che ha valutato i requisiti dei lavoratori che hanno partecipato al bando. Si contesta, infatti, come non regolare il fatto che sia stata una commissione composta da appena due membri interni al teatro. Non solo, lo stesso meccanismo riguarderà anche i bandi per reclutare maschere, personale di botteghino e forse i costumisti di scena. In ogni caso, fanno notare i sindacati, sarebbe stato possibile trovare una mediazione se sull'intenzione di ricorrere ai bandi pubblici vi fosse stata una comunicazione. «Sarebbe stato possibile - si fa notare - attivare i bandi prevedendo il diritto di prelazione per gli stagionali già al servizio per il Verdi».
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