Il dolore
Mancano i soldi, allarme per le supplenze
Lucia Maffei
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La mega assemblea degli insegnanti al campo sportivo del Marchesi I presidi: i problemi legati anche alle lezioni aumentate da 50 a 60 minuti
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PISA. È un'emergenza da affrontare, siamo nei guai. Sono i commenti che arrivano dalle scuole superiori pisane a proposito dell'organizzazione delle supplenze, che fin dai primi giorni di lezione si annuncia difficoltosa come lo scorso anno, se non di più. Il caso più grave è quello delle supplenze con scarso preavviso. Un insegnante telefona a scuola alle otto meno dieci e avverte che quel giorno non si presenterà. Come coprire il buco? Nessuno può dare la certezza assoluta che gli alunni, spesso minorenni, non resteranno soli. L'ammissione è unanime: «Una volta o l'altra capiterà sicuramente che le classi restino incustodite». Dall'Itc Pacinotti come da altre parti indicano la causa principale del disagio nelle cattedre di 18 ore. Quasi tutti gli insegnanti esauriscono i loro obblighi di contratto in lezioni frontali, e non possono più restare a disposizione della scuola per coprire un collega se non ricevendo gli straordinari. Considerando i docenti con l'orario incompleto, si racimolano pochissime ore: tre o quattro a settimana all'Istituto per geometri Santoni, tre per ogni cattedra di matematica del biennio del liceo Dini, mentre al Fascetti e al Buonarroti una sola persona dovrebbe bastare per ciascun istituto. Anche le difficoltà economiche fanno la loro parte. «Non sappiamo se la scuola avrà fondi a sufficienza per gli straordinari e le supplenze esterne, che spesso vengono pagate in ritardo», dice Grazia Rossini, fiduciaria della preside al tecnico per attività sociali Gambacorti. La dirigente dell'istituto professionale Fascetti, Mariangela Chiapparelli, fa presente che lo Stato non ha ancora restituito alla sua scuola ben 150mila euro per supplenze lunghe ed esami di stato, calcolati dal 2001. «La riforma stabilisce ore di lezione di 60 minuti - spiega il vicepreside dell'alberghiero Matteotti, Massimo Salani - una norma che esaurisce in classe l'orario dei docenti e quindi inasprisce il problema delle supplenze. Stiamo cercando dei margini di manovra per portare i periodi di lezione a 50-55 minuti come l'anno scorso». Pietro Stacchio, preside del Santoni, fa notare che il taglio del personale Ata imposto dalla riforma va a danno delle operazioni di ricerca dei supplenti esterni e di tutte le operazioni di segreteria, che tendono ad allungarsi a dismisura. La soluzione prevalente è far entrare i ragazzi un'ora dopo o uscire un'ora prima, quando la giornata scolastica lo consente e quando si ha un preavviso di almeno 24 ore, in modo da avvertire le famiglie. Nessuna possibilità di smistare i ragazzi in altre classi, già troppo affollate, dicono dal Buonarroti.
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