Finanza
La decisione dell’azienda fa parte di un programma di riorganizzazione, cresce la protesta in San Giusto
Cittadini in difesa dell'ufficio postale
Gabriele Orsini
Chiude quello dell'aeroporto. L'ad Giani: una scelta poco comprensibile
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PISA. Non c'è ancora una data ufficiale, ma la decisione è confermata. L'ufficio postale dell'aeroporto Galilei chiuderà a breve. La chiusura si inserisce all'interno del percorso di riassetto dell'intera filiera del recapito, della rete logistica e dei trasporti portato avanti da diversi anni da Poste Italiane in vista della totale liberalizzazione del servizio prevista per il 2011. L'azienda prosegue dunque nella direzione imboccata nel 2001 quando si è trasformata in società per azioni, con lo spostamento dalla tradizionale attività di recapito verso nuovi servizi finanziari e tecnologici e la spedizione che si avvia a diventare una voce sempre più secondaria di guadagno.
Se il ridimensionamento della rete di sportelli contribuirà a mantenere il bilancio di Poste Italiane in attivo, i cittadini si preoccupano per quello che per molti resta ancora un servizio pubblico essenziale, specialmente per chi non ha la possibilità di accedere facilmente ai servizi telematici. Per questo gli abitanti di San Giusto hanno lanciato un appello ed una raccolta di firme nel tentativo di salvare l'ufficio.
Le Poste fanno sapere che terrà conto del parere degli utenti e che è previsto un incontro con le istituzioni. Per Gina Giani, amministratore delegato e direttore generale della Sat - che fornisce gratuitamente le aree a Poste Italiane - il servizio, oltre che agli abitanti del quartiere, è utile ai passeggeri in transito, agli addetti aeroportuali del Galilei ed alle attività commerciali presenti in aeroporto. «Qualora la decisione fosse confermata - prosegue Giani - risulterebbe poco comprensibile come l'ufficio sia potuto rimanere attivo quando il Galilei aveva un traffico pari a poco più di 600mila passeggeri l'anno e debba invece chiudere oggi con un traffico di oltre 4 milioni».
Se il ridimensionamento della rete di sportelli contribuirà a mantenere il bilancio di Poste Italiane in attivo, i cittadini si preoccupano per quello che per molti resta ancora un servizio pubblico essenziale, specialmente per chi non ha la possibilità di accedere facilmente ai servizi telematici. Per questo gli abitanti di San Giusto hanno lanciato un appello ed una raccolta di firme nel tentativo di salvare l'ufficio.
Le Poste fanno sapere che terrà conto del parere degli utenti e che è previsto un incontro con le istituzioni. Per Gina Giani, amministratore delegato e direttore generale della Sat - che fornisce gratuitamente le aree a Poste Italiane - il servizio, oltre che agli abitanti del quartiere, è utile ai passeggeri in transito, agli addetti aeroportuali del Galilei ed alle attività commerciali presenti in aeroporto. «Qualora la decisione fosse confermata - prosegue Giani - risulterebbe poco comprensibile come l'ufficio sia potuto rimanere attivo quando il Galilei aveva un traffico pari a poco più di 600mila passeggeri l'anno e debba invece chiudere oggi con un traffico di oltre 4 milioni».
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