Il Tirreno

Pisa

La macchina che legge il cervello

Carlo Venturini
Il ministro Fazio tra il rettore e il preside di Medicina
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Il ministro Fazio tra il rettore e il preside di Medicina

Fazio, ministro della Salute, ne ha parlato a Medicina Pisa la prima ad avere l'ultima generazione di tomografo

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 PISA. «La medicina dovrà sempre più dialogare con l'ingegneria e la fisica, e l'esempio del tomografo pisano è un modello di multidisciplinarietà al servizio del paziente». Lo ha detto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, al convegno presso la facoltà di Medicina.  Pisa sarà la prima città italiana a dotarsi di un tomografo ad alto campo magnetico (sette tesla) che servirà a migliorare la risoluzione delle immagini del cervello. Appena entrato nell'aula magna. Fazio, laureatosi proprio nella nostra città, si è detto emozionato: «In questa aula ho partecipato a decine di riunioni studentesche. Era il '68». Poi, introdotto dal preside della facoltà, Luigi Murri, il ministro ha parlato del futuro della medicina. «La parola chiave deve essere quella della multidisciplinarietà - spiega Fazio - perché la salute del paziente passa attraverso il medico, ma anche attraverso l'alta tecnologia che ha bisogno di ingegneri, fisici, biologi e chimici». L'esempio è dato dal tomografo che è una macchina ad altissima tecnologia figlia di un lavoro sinergico tra diverse discipline. Il ministro però avverte anche del problema che sia solo «la macchina ad interfacciarsi» col paziente che vuole sempre più un contato diretto col medico. «La macchina - aggiunge Fazio - quando dichiara il risultato di un esame, è come se emettesse una sentenza nuda e cruda».  Il ministro ha poi lodato l'Istituto di fisiologia clinica.  Quanto alla fuga dei cervelli, Fazio ha detto: «Ho lavorato per almeno otto anni all'estero. E non è stato per nulla facile rientrare in Italia. Per questo so quanto sia problematico fare rientro nei nostri centri di ricerca».  Infine il ministro ha annunciato un convegno a Cernobbio l'8 novembre per favorire il rientro dei ricercatori in fuga all'estero.

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