Il Tirreno

Pisa

L'ateneo deve essere rimotivato a partire dai tecnici-amministrativi

Paolo Miccoli
Paolo Miccoli
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Paolo Miccoli

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Il mio appello non vuole essere l'ennesimo libro dei sogni. Chi mi conosce sa che sono persona operativa. Non faccio promesse: vi propongo alcuni temi sui quali sono già concretamente impegnato e che fanno la differenza rispetto ad altri progetti di università.  Prima di enunciare questi punti voglio però ribadire che, se diventerò rettore, abbandonerò l'esercizio attivo della mia professione, da cui ho avuto soddisfazioni e riconoscimenti a livello internazionale. Sento, in questo difficile momento, il dovere di proporre la mia candidatura per un rilancio della nostra università. Pisa deve tornare a navigare: questo è il mio motto, questo è il mio impegno.  Ecco alcuni dei punti che mi stanno più a cuore.  Governance: qualunque sia l'esito del Ddl Gelmini, bisogna definire le regole del funzionamento complessivo del nostro ateneo. Cercherò di farlo partendo dal lavoro fatto dalla Commissione Statuto e coinvolgendo nelle decisioni, oltre che il corpo docente, sia la componente studentesca che il personale tecnico-amministrativo.  Sviluppo della ricerca: pur in una situazione difficile come l'attuale, è possibile trovare risorse non solo per la ricerca applicata, ma anche per la ricerca di base. Ciò comporta la rivalutazione dell'apporto delle ricercatrici e dei ricercatori, anche per quanto riguarda la funzione didattica. Come gesto concreto, ai ricercatori neo-assunti sarà garantita una dotazione di partenza.  Rimotivazione: il nostro ateneo va profondamente rimotivato in tutte le sue varie componenti, a cominciare dal personale tecnico-amministrativo, per usare nel modo migliore le competenze di ciascuno.  Trasparenza e pubblicità: la comunicazione interna tra i vari settori dell'università e la comunicazione all'esterno dell'ateneo vanno incrementate perché sono la condizione di una gestione democratica e partecipata.  Apertura: l'università di Pisa non può essere un soggetto chiuso. Deve invece aprirsi al territorio, ai vari soggetti istituzionali della Regione, ai livelli sia nazionali che internazionali. Rendere operativi i tavoli di confronto fra questi soggetti è indispensabile per rilanciare il ruolo propositivo della nostra università.

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