Il dolore
Da scuola ad alloggi di pregio
Pierluigi Ara
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La scuola di Ghezzano che sarà trasformata in alloggi di pregio Il complesso di Ghezzano sarà destinato a edilizia residenziale
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SAN GIULIANO. Appartamenti di pregio dietro l'angolo. La scuola di Ghezzano è destinata a diventare edilizia residenziale. Il vecchio immobile dismesso è stato al centro di roventi polemiche quando vi si insediarono i rom, in gran parte poi costretti a lasciare Ghezzano per essere ospitati nell'ostello della gioventù di Madonna dell'Acqua dove si trovano ancora. Si era parlato della struttura di Ghezzano come futura realtà a fini sociali e popolari oppure come eventuale tarsformazione pensando anche alle emergenze abitative sempre più nuemrose sul territorio sangiulianese. Adesso la notizia per l'immobile dopo che è avvenuto il cambio di destinazione d'uso con ampliamenti di volume. Soddisfazione per certi aspetti visto il degrado avvilente, ma d'altro conto si riaccende la discussione. Specie dalla sinistra radicale critiche e suggerimenti. Interviene in prima persona Luca Barbuti, segretario provinciale di Rifondazione Comunista e già asessore al sociale della giunta Panattoni, alla prima legislatura. Una presa di posizione ufficiale viene dal coordinamento comunale del Prc di San Giuliano che afferma come non sia convicente l'operazione realizzata, invece la maggioranza che guida il Comune sostiene che si tratta di cosa buona e giusta. «Tutti ricorderanno - afferma Rifondazione - la storia dell'immobile abbandonato di Ghezzano, di proprietà del Comune, in cui trovarono riparo le famiglie rumene dopo le alluvioni che resero impraticabili le loro precarie abitazioni. L'amministrazione e la destra gridarono allo scandalo perché gli zingari avevano occupato la scuola». Focalizza il problema la sinistra comunista: «Al centro della nostra attenzione c'è l'immobile. Quando vi entrarono le famiglie era abbandonato e coperto dai rovi, così come è tornato a essere oggi e quindi, chiamarlo scuola era un vero e e proprio stravolgimento della realtà. Ci viene il sospetto che "tanta arrabbiatura" da parte dell'amministrazione derivasse dal fatto che per l'immobile era già stato immaginato un altro futuro. Un futuro fatto di cambio di destinazione d'uso, ampliamenti, approvazione in consiglio comunale di una variante al piano regolatore e infine, passato a Geste, messo all'asta per la vendita. Il cerchio si è chiuso quando all'asta si è presentato un solo concorrente che ovviamente l'ha vinta e ora ci costruirà, grazie all'aumento dei volumi, 14 appartamenti». La chiave di lettura, così come viene spiegata a sinistra: «La nostra presa di posizione non è solamente una denuncia di una malefata. Consideriamo che questa che era una scuola costruita per e con i soldi dei cittadini, vogliamo a questo punto fare due proposte che ridimensionino il danno. Si applichi la legge regionale, frutto della finanziaria 2008 ovvero una buona percentuale di quegli appartamenti torni gratuitamente al Comune per sopperire al bisogno di casa che a San Giuliano si sta manifestando; oppure l'inetro introito dell'operazione, fino all'ultimo euro, sia investito nella scuola pubblica. Amministrazione e giunta comunale, a voi la scelta».
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