Il Tirreno

Pisa

Rettore, Lucacchini fuori dai giochi

Giovanni Parlato
Studenti all’interno della Sapienza
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Studenti all’interno della Sapienza

Il candidato non ha raggiunto il quorum di 60 adesioni

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 PISA. Il candidato Antonio Lucacchini non ha raggiunto il quorum di 60 per partecipare all'elezione di rettore. Si è fermato a 58. Il regolamento è severo e non ammette deroghe. In tre giorni, i candidati dovevano raccogliere le adesioni del corpo elettorale da un minimo di 60 ad un massimo di 80. Se la firma di un docente vale un voto, la firma di un tecnico amministrativo vale 1/8.  Antonio Lucacchini ha raccolto 55 firme fra i docenti e 24 fra i tecnici amministrativi. Dividendo 24 per 8, il risultato è 3. Di conseguenza, bisogna sommare 55+3 per ottenere il risultato finale che, appunto, è 58.  Per uno scarto soltanto di due voti, Antonio Lucacchini, biochimico, si ferma ai box prima ancora di partire per la gara. Sarà soltanto una corsa a tre, fra i candidati Massimo Augello, Paolo Miccoli e Nicoletta De Francesco.  «A volte basta un contrattempo», dice a caldo Antonio Lucacchini con cui abbiamo parlato in serata. Chiaramente, il professore contava di toccare quota 60. L'evenienza di mancare quest'obbiettivo era remota, eppure i conti con la realtà non hanno fatto sconti. «Pensavo che certi dipartimenti sottoscrivessero la firma di sostegno», ammette Antonio Lucacchini il quale ha anche una risposta per queste defezioni: «Molti colleghi di scienze farmaceutiche e del dipartimento di chimica, in questo periodo, sono fuori impegnati nei congressi. Solo a scienze farmaceutiche ne mancano dieci. Credo che sia stato soprattutto un fatto contingente».  Tuttavia, il professore, guardando ai 58 voti raccolti, ha anche un'altra spiegazione. «Gli altri tre candidati a rettore sono partiti prima di me, mentre io ho reso pubblica la mia candidatura per ultimo. Credo di avere pagato il fatto di essere partito in ritardo. Gli altri candidati - prosegue Lucacchini - avevano già preso i loro contatti personali con gli elettori. E molti elettori avevano già promesso le loro firme».  Il docente nel suo programma elettorale, rispetto agli altri, ha rimarcato la continuità con la precedente gestione guidata da Marco Pasquali. Dal corpo elettorale potrebbe essere arrivata una bocciatura proprio a questa linea. «Non lo so, non potrei fare una riduzione di questo tipo», risponde il docente. Ma potrebbe anche essere accaduto che questo bacino di voti (linea pro-Pasquali) abbia scelto altri o un altro candidato. «Non credo - risponde Lucacchini - a me sono mancati solo due voti. E, poi, una volta ottanta firme si raccoglievano nell'arco di una giornata, mentre adesso ci sono voluti tre giorni».  

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