Il Tirreno

Pisa

Protesta degli allievi della 3ª e 4ª serale all’Istituto tecnico Pacinotti

No al corso? Occupiamo

Elisa Piras
Gli studenti del corso serale che hanno occupato l’aula
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Gli studenti del corso serale che hanno occupato l’aula

Soppresse due classi nonostante 47 iscritti

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 PISA. I problemi della scuola non finiscono mai. Dopo il caso dell'alberghiero "Matteotti", è la volta dell'istituto tecnico commerciale "Pacinotti", dove ieri mattina è avvenuta l'occupazione di un'aula. Il motivo delle proteste parte dal fatto che sono state soppresse la terza e la quarta classe delle serali, che erano state garantite a maggio.  «Pisa non avrà più un corso serale di ragioneria nonostante ci siano 47 iscritti tra la terza e la quarta». Così Antonio Bartolozzi, professore d'italiano e storia, espone il problema, aggiungendo che «in questo modo non si garantisce il diritto all'istruzione».  Molti giovani e non si ritrovano a dover rinunciare agli studi dopo aver fatto tanti sacrifici. La maggior parte degli studenti che seguono i corsi serali sono dei lavoratori che per motivi familiari sono stati costretti a interrompere il loro percorso normale di formazione scolastica. Luisella Davini, Lisa Cecchi e Marianna Borrello, tra le più giovani del gruppo, si sono viste costrette ad iscriversi ai corsi normali della mattina.  «Oltre a trovarci con dei ragazzi molto più piccoli di noi - raccontano - abbiamo delle serie difficoltà a seguire il programma di quarta che noi abbiamo trattato in soli due mesi l'anno scorso. Inoltre non ci garantiscono nemmeno i corsi di recupero per poter stare in pari con gli altri».  «È una profonda ingiustizia che il corso venga soppresso in questo modo, lasciando solo la classe quinta - continua il professor Bartolozzi -. Inoltre l'Italia è impegnata con il protocollo di Lisbona a recuperare la dispersione scolastica, garantendo il diploma superiore a chi ha deciso di studiare».  Il gruppo di studenti e insegnanti ha sperato fino ai primi di settembre, quando è avvenuto l'incontro con il provveditore, che però non ha dato risposte positive: al contrario di quanto avvenne dopo il digiuno del prof. Rocco Altieri per ripristinare il corso serale al Matteotti. Anche la Provincia ha cercato di prendere delle posizioni per ottenere almeno la terza classe. Sembrano non esserci alternative se non quelle di iscriversi in istituti privati, ma non tutti possono permettersi di pagare le rette annuali; oppure l'altra soluzione sarebbe quella di seguire le lezioni nell'istituto commerciale di Pontedera.  Inoltre, c'è il problema degli studenti stranieri. «Seguiamo i corsi serali per integrarci meglio nella comunità, imparando in modo più specifico lingua e storia italiana»: dicono Regina König, Tatiana Tishchemko e Alina Gavrilescu, tre delle studentesse straniere dell'istituto.  Infine il preside, Giuseppe Ceraolo, condivide le posizioni di professori e alunni. «I numeri degli iscritti c'erano - dice - ed erano destinati ad aumentare, vogliamo che si trovino i fondi per far decollare i corsi serali come ogni anno e spero che i tempi per le proteste non risultino troppo tardivi».  Gli allievi non si perdono d'animo e sono uniti nella loro lotta comune.  Non intendono abbandonare l'aula, promettendo un'occupazione ad oltranza.  Si organizzeranno tra loro mediante turni per poter andare a lavorare, fino a quando l'istituto scolastico regionale non autorizzerà la concessione delle classi soppresse.

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