Proteste
Niente acqua: centro in ginocchio
Daniela Salvestroni
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I lavori in corso Italia e i cartelli e le situazioni di disagio nella giornata di ieri nei bar del centro cittadino I bar e le pasticcerie chiusi o costretti a soluzioni di emergenza
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PISA. Bar e pasticcerie in difficoltà a causa della sospensione dell'erogazione idrica stabilita da Acque spa per l'intera giornata di ieri. Le associazioni Confcommercio e Confesercenti avevano chiesto all'amministrazione comunale e alla società Acque di rimandare gli interventi di sostituzione della condotta idrica in Corso Italia. «Ci siamo rivolti al sindaco e all'assessore Serfogli - spiega Marco Sbrana di Confesercenti - ma non c'è stata nessuna volontà di rimettere in discussione i tempi stabiliti. I lavori sono necessari, ma andrebbero concordati con le associazioni di categoria. E' stato scelto un giorno di lavoro intenso che ha comportato un danno economico non indifferente. Adesso chiediamo che si tenga conto dei disagi provocati e che si pensi a un eventuale indennizzo». In molte strade di Sant' Antonio e San Martino la mancanza d'acqua dalle 6 alle 19 ha comportato la chiusura di molti bar, ristoranti e negozi di parrucchieri. E in corso Italia e in lungarno Galilei l'acqua è stata riaperta solo alle 22 a causa di un imprevisto: dapprima un guasto che sembrava riparato, poi la rottura di alcuni pezzi che per essere sostituiti dovevano arrivare dal magazzino. Chi ha deciso di tenere aperto ha dovuto rinunciare a servire il caffè oppure ha utilizzato le macchine con la cialda e i bicchierini di plastica. La maggior parte dei clienti non sapeva dell'interruzione dell'acqua, ma la sorpresa più grande l'hanno avuta i turisti. Anche alcuni residenti hanno scoperto soltanto al mattino di non avere l'acqua. «Sono rientrata in città la sera prima - spiega una signora - e non sapevo dell'interruzione. Nel mio condominio non era affisso neppure un cartello». In corso Italia sono rimasti chiusi il bar Il Corso, il Caffè Italia, il Cristallo, il Caffè Drago e la pasticceria La Delizia, così come il ristorante il Bistrot in piazza Chiara Gambacorti, il Caffè Matisse in via del Cottolengo e il coiffeur Lari in via Pascoli. I cartelli affissi avvisano la clientela. In via di Banchi è aperto il Caffè Siena. «Ci siamo organizzati - spiega il titolare - con la macchina per l'orzo alimentata con l'acqua minerale, bicchieri e cucchiaini di plastica e il gel per l'igiene delle mani. I clienti pisani della zona sanno che manca l'acqua, ma i turisti restano sorpresi». Sono aperti anche il bar Centro storico in corso Italia, grazie all'autoclave, e l'House caffè in via del Cottolengo. «Abbiamo portato da casa la macchina con le cialde e utilizziamo i bicchierini di plastica. La maggior parte dei nostri clienti non era a conoscenza dell'interruzione anche se risiedono o lavorano in zona, e si sono sorpresi». Lo confermano una signora che abita nelle vicinanze e una commessa di un negozio di abbigliamento. «Il caffè con le cialde ha per noi un costo maggiore - spiega la titolare - ma abbiamo deciso di continuare a dare un servizio al cliente. Un altro problema è l'impossibilità di utilizzare il bagno e abbiamo dovuto spiegare il motivo». In corso Italia è aperta la pizzeria Nando, che ha un'autoclave da 10 quintali d'acqua, e anche il Little star Caffè. «Ho bisogno di lavorare - dichiara Daisy Bernini. - Devo pagare l'affitto, che è alto in questa zona. Anche se la comunicazione della mancanza d'acqua è arrivata tardi, ho deciso di aprire. Il sindaco avrebbe dovuto inviare una comunicazione scritta ai residenti e ai commercianti della zona, così come è stato fatto in altre occasioni». Il ristorante Beny è aperto, anche se alle 11 l'acqua era nera e hanno dovuto lasciarla scorrere per molto tempo. Tra tanti baristi che protestano, ce n'è uno che è invece soddisfatto. Al bar La Borsa hanno lavorato il triplo, proprio grazie alla chiusura di tanti esercizi di corso Italia.
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