Attenzione
Lassociazione contro la Sviluppo Pisa che ha iniziato a demolire una pensilina in via Cattaneo
Rebeldìa, guerra alle ruspe
Carlo Venturini
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La ruspa della Sviluppo Pisa allopera in via Cattaneo Subito interrotto l'intervento e rinviato per motivi tecnici
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PISA. I ragazzi di Rebeldìa respingono la ruspa della Sviluppo Pisa, che comunque aveva già deciso di ritirarla per motivi strettamente tecnici. Una ruspa è comparsa due giorni fa nel piazzale occupato dalle associazioni di Rebeldìa in via Battisti, e questo ha fatto riaccendere i riflettori su un contenzioso che da mesi vede fronteggiarsi Rebeldìa e la Sviluppo srl, la società municipalizzata incaricata di dare il via ai lavori della Sesta Porta. Fatto sta che la ruspa ha fatto il suo ingresso già martedì pomeriggio per iniziare i lavori di demolizione di una pensilina. Secondo gli aderenti al movimento di Rebeldìa, questi lavori dovevano iniziare dopo il 30 di ottobre e soprattutto dovevano essere fatti quando non c'erano più le attività delle associazioni, per non interromperle e per ovvi motivi di sicurezza. «La presenza della ruspa e l'apertura di un cantiere - dicono da Rebeldìa - minacciava di rendere inagibile lo spazio di via Battisti, mettendo a repentaglio l'incolumità degli utenti. Il tutto in violazione delle elementari regole di sicurezza, nonché di una sentenza del Tribunale del 27 luglio, che ha riconosciuto a Rebeldía il diritto di restare nella attuale sede fino al 30 ottobre». La ruspa della discordia comunque, già ieri mattina, è stata fatta salire su un autorticolato e portata via dalla ditta esecutrice della demolizione. Di tutt'altro avviso è l'amministratore unico della Sviluppo Pisa, Alberto Paolicchi. «Ciò che la ruspa ha iniziato a demolire - dice - era uno spazio con pensilina a nostro uso esclusivo e che non coinvolgeva, e mai lo ha fatto in passato, attività legate a Rebeldìa». Di fatto comunque, la ruspa ha incontrato una certa resistenza da parte degli attivitsti del movimento e già nella primissima mattinata di ieri, i vigili urbani erano posti all'ingresso di Rebeldìa. «Chiariamo subito - spiega Paolicchi - che ciò che doveva esser fatto è stato fatto, e cioè si è iniziata la demolizione di una parte della pensilina e la ruspa si è allontanata perché, dal punto di vista tecnico, era meglio procedere alla demolizione completa passando dalla proprietà confinante e non dal cortile occupato abusivamente da Rebeldìa». La Sviluppo Pisa, infatti, ha raggiunto un accordo con il proprietario privato che ha un immobile confinante con la pensilina da abbatere, e quindi, già nei prossimi giorni, si prevede che i lavori di demolizione proseguiranno. La Sviluppo Pisa inoltre, l'8 settembre, aveva mandato, a tutte le sedi delle associazioni locali e nazionali che costituiscono il cartello di Rebeldìa, una lettera in cui nero su bianco c'è scritto quanto segue: "...se entro il 31 ottobre l'associazione Rebeldìa non lascerà liberi i locali impedendo la realizzazione della Sesta Porta, la Sviluppo Pisa si vedrà costretta a richiederle il risarcimento in solido del danno". I legali di Rebeldìa hanno diffidato la Sviluppo Pisa dall'intraprendere qualsiasi iniziativa di demolizione degli stabili finchè ci saranno le associazioni.
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