Il Tirreno

Pisa

«La vita dell'ateneo dovrà ruotare intorno alla ricerca»

Giovanni Parlato
Nicoletta De Francesco per due anni ha ricoperto l’incarico di pro-rettore
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Nicoletta De Francesco per due anni ha ricoperto l’incarico di pro-rettore

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PISA. Nicoletta De Francesco è l'unica e prima donna ad aspirare alla carica di rettore nella lunga storia dell'università di Pisa. «Le cose che può fare un uomo le può fare anche una donna», dice la candidata mettendosi sul banco delle pari opportunità con gli altri tre aspiranti rettori. Tuttavia riconosce a se stessa «le capacità di ascolto e concretezza tipiche di una donna».  Professoressa al corso di laurea in Ingegneria informatica, 59 anni, e prorettore alla didattica nei due mandati di Marco Pasquali, Nicoletta De Francesco conosce bene la macchina dell'ateneo e sa quanto il disegno di legge Gelmini possa cambiare il destino del mondo accademico. «Sono pienamente d'accordo con la protesta - afferma - perché l'università pubblica è sotto attacco e la si vuole trasformare in una struttura aziendalistica».  Alla professoressa abbiamo chiesto cosa farebbe nei suoi primi cento giorni da rettore. «Innanzitutto, rispetterei i patti», risponde senza la minima esitazione e il pensiero va alle fasce più indifese: «Aprirei alla stabilizzazione dei tecnici amministrativi e alla messa a bando dei concorsi per ricercatori».  Al secondo punto di questa scala, il pensiero va al sistema bibliotecario che ha subito tagli importanti. «Un ateneo che vuole mantenere e accrescere il suo prestigio deve avere solide basi nella ricerca - spiega la candidata - e vanno rifinanziate le riviste e il materiale bibliografico indispensabile per l'aggiornamento».  La ricerca è un punto fermo del programma dell'ingegnere informatico che vorrebbe istituzionalizzare l'attivazione dei fondi di finanziamento per i progetti, in particolare europei. Ma come? «Creando un ufficio finalizzato a questo scopo - è la risposta - che dia supporto ai docenti nella presentazione e gestione dei progetti».  Sempre nei primi cento giorni, «si potrebbero rivedere tutti i regolamenti amministrativi dell'ateneo con l'obbiettivo di razionalizzarli e semplificarli il più possibile in modo da facilitare didattica e ricerca». Un esempio? «Il regolamento delle missioni. L'attività di contatto col mondo esterno è fondamentale per la ricerca soprattutto in questo mondo globalizzato e non può essere scoraggiato».  Nicoletta De Francesco vorrebbe che fosse data maggiore importanza alla «trasparenza e alla comunicazione attraverso lo stesso sito dell'università mettendo in rete le decisioni degli organi quali senato accademico e consiglio d'amministrazione». E sulla scia della trasparenza, la candidata vorrebbe riunire il corpo accademico «per spiegare il bilancio preventivo in termini semplici e comprensibili da chiunque».  Oltre a ciò che si può fare nell'arco di poco più di tre mesi, ci sono le questioni di fondo. Alla candidata chiediamo qual è "il male oscuro" dell'università non solo pisana, ma italiana. «É la progressiva diminuzione di fondi. Le varie finanziarie, negli anni, hanno tagliato i finanziamenti impoverendo gli atenei». Ma cosa può fare un ateneo come quello pisano che, seppur più povero, vuole mantenere la sua tradizione e accrescere il suo prestigio? «Vanno valorizzate le punte d'eccellenza sia della ricerca che della didattica. Allo stesso tempo, bisogna anche valorizzare maggiormente l'immagine del nostro ateneo. Ma tutto questo, non basta. Ben vengano le collaborazioni esterne perché portano soldi non solo al dipartimento che ha stipulato la convenzione, ma a tutto l'ateneo. Alla cifra complessiva della convenzione, viene prelevata una quota che ammonta al 7% distribuita a tutto l'ateneo. Quest'attività di consulenza andrebbe strutturata come una specie di intra-moenia».  Infine, il rapporto col territorio. Il sindaco vorrebbe che i migliori laureati restassero a Pisa ad arricchire il tessuto economico e imprenditoriale. «Credo che vada rafforzato l'orientamento in uscita e il trasferimento tecnologico. I dottorandi, attraverso stage e tirocinii nelle aziende pisane, potrebbero fornire competenze e risolvere problemi».

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di Redazione web