Il Tirreno

Pisa

Città senz'acqua, baristi in rivolta

Daniela Salvestroni
Una barista riempie d’acqua un lavello in vista dell’emergenza di oggi
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Una barista riempie d’acqua un lavello in vista dell’emergenza di oggi

Rubinetti asciutti dalle 6 alle 19 di oggi, proteste in Comune

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 PISA. Centro città senz'acqua oggi dalle 6 alle 19. I bar, le pasticcerie e i ristoranti di corso Italia e delle strade limitrofe resteranno chiusi a causa della sospensione dell'erogazione idrica stabilita da Acque spa per gli interventi di sostituzione della condotta idrica. I gestori delle attività commerciali si sono dati appuntamento ieri pomeriggio in Comune per una protesta. Con loro c'erano anche i rappresentanti di Confcommercio che avevano chiesto alla società Acque di rimandare l'intervento. Gli operatori protestano per il mancato incasso di una giornata lavorativa e per una decisione presa senza tenere conto delle loro esigenze in un periodo di crisi economica. Qualcuno pensa anche all'ipotesi di presentare una denuncia.  «Abbiamo bisogno di lavorare e di guadagnare - dicono gli esercenti che si sono recati a Palazzo Gambacorti - Chiediamo la sospensione dell'intervento e che possa essere stabilito con altri orari. Il problema è la mancanza di programmazione e di informazione: non è possibile decidere di tenere senza acqua le attività commerciali per una giornata senza neppure sentire gli operatori. La chiusura causa un danno economico ai titolari che per la maggior parte sono giovani che hanno investito i loro soldi e che a fine mese devono pagare il mutuo o l'affitto. E per i lavori di utilità pubblica non è previsto il rimborso».  La Confcommercio aveva chiesto alla società Acque e all'amministrazione comunale di rimandare i lavori, ma la risposta è stata negativa. «Il problema è molto serio - dichiara il direttore Federico Pieragnoli - Condividiamo la necessità dei lavori, ma non la scelta di sospendere l'erogazione dell'acqua dalle 6 alle 19 in un giorno come il giovedì. Abbiamo scritto ad Acque spa e all'amministrazione comunale per chiedere di rimandare l'intervento, ma non siamo stati ricevuti in Comune e la società Acque ci ha risposto che non è possibile perché la squadra è pronta a partire. Come abbiamo già verificato altre volte, manca la volontà di collaborare e non si pensa al danno economico arrecato agli esercizi commerciali che sono costretti a chiudere per non fornire ai clienti un servizio scadente e per non rischiare sanzioni».  Tutti i gestori da noi intervistati dichiarano di essere costretti a tenere chiuso il bar per l'impossibilità di servire il caffè e per non rischiare sanzioni della Usl. «Saremo chiusi - dichiarano al Caffè Cristallo - e non comprendiamo come mai certi lavori non vengano fatti di notte. Inoltre siamo stati informati tardi e dai nostri colleghi». La stessa risposta arriva dai titolari del Caffè Italia e del Caffè Drago. «Hanno deciso di togliere l'acqua per tutto il giorno - dichiarano - senza tenere conto del grande disagio che ci creano. Per noi l'acqua è fondamentale, dal momento che lavoriamo molto sulla caffetteria e ne abbiamo bisogno anche per la lavastoviglie. Abbiamo deciso di tenere chiuso anche se ci creano un grosso danno economico».  Alla Pasticceria La Delizia lamentano il mancato incasso di un giorno. «Qualcuno ci dovrebbe risarcire - afferma il gestore - soprattutto perché succede in un momento di grande lavoro in concomitanza con l'apertura delle scuole. Avrebbero potuto svolgere i lavori di notte oppure di domenica, ma anche avvertirci con un po' d'anticipo. Noi abbiamo saputo che avrebbero tolto l'acqua soltanto un giorno prima e siamo stati avvertiti dagli operai che stanno lavorando in corso Italia».  Resteranno chiusi anche i due bar di via del Cottolengo. «Abbiamo preso questa decisione - spiegano al Caffè Matisse - soprattutto per motivi d'igiene. Avevamo cercato di organizzarci per tenere aperto, ma proprio non è stato possibile. E' stata una cosa organizzata male e che doveva essere prevista di notte».  All'House caffè hanno sperato fino all'ultimo che la società Acque rimandasse l'intervento, così come al Caffè Siena. «Penso che certi lavori dovrebbero essere fatti di notte oppure di domenica per cercare di penalizzare meno le persone». Hanno deciso per la chiusura anche al bar Il corso. «A tenere il bar aperto - spiegano - si rischia la multa prevista sulla mancata osservanza delle norme igienico-sanitarie. La scelta è quindi obbligata. Ho telefonato al numero verde di Acque spa, ma l'operatore mi ha risposto che per recuperare posso tenere aperto il bar di domenica, come se equivalesse al giovedì. E poi ha buttato giù il telefono».  Chiuso anche il bar Toti di via S. Martino: «Siamo vittime dei lavori. Pensavo che potevano essere fatti di sera, ma si bada più al costo degli operai che al lavoro degli esercenti. Non è giusto. Per noi è un grosso disagio».  Giovanni Bucci, proprietario del ristorante Il bistrot in piazza Chiara Gambacorti, è d'accordo con i colleghi sulla necessità di intervenire di notte e aggiunge una battuta: «Sono sicuro che ci rimborseranno il mancato incasso della giornata».  I problemi per la mancanza d'acqua riguardano anche le pensioni: «Per noi - dice un operatore - questo crea un disagio enorme. Al mattino potremo sopperire con l'autoclave, ma quando l'acqua sarà finita che cosa diremo ai nostri clienti? E' chiaro che in tanti andranno via. Non so come ha fatto il Comune a consentire un'interruzione totale nel centro storico. Avrebbero dovuto dividerlo in più giorni. Così provocano un danno d'immagine alla città».

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