Il Tirreno

Pisa

Rinviate le lezioni al 4 ottobre

Gianluca Campanella
La riunione di un senato accademico interrotta dagli studenti
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La riunione di un senato accademico interrotta dagli studenti

Il senato accademico contro la riforma Gelmini

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 PISA. Apertura dell'anno accademico ritardata di una settimana. Lettura pubblica, all'inizio delle lezioni, della mozione approvata ieri. Tavolo tra le tre università regionali, gli enti locali e i parlamentari toscani.  Sono alcuni dei dispositivi approvati ieri dal senato accademico per protestare contro la riforma Gelmini dell'università. L'organo più politico del nostro ateneo, il senato appunto, si fa carico dell'allarme levatosi da più parti e approva all'unanimità una mobilitazione istituzionale contro un disegno di legge dello Stato.  Se non è una prima assoluta, poco ci manca. A determinare questa unità è stata «la situazione emergenziale creatasi con riferimento alle programmazioni dell'attività didattica nella facoltà di Scienze, Medicina, Ingegneria, Scienze Politiche, Economia e Veterinaria», come recita il documento. Infatti, nelle ultime settimane le facoltà citate avevano determinato il blocco della didattica annunciando l'impossibilità di completare i curricula dei piani di studio. Causa dell'impasse era il rifiuto dei ricercatori di tenere didattica frontale (lezioni) a titolo gratuito, perché scoraggiati dalla mancata progressione delle carriere derivante dal ddl Gelmini.  La solidarietà degli studenti è stata immediata: alcune formazioni, come i "Collettivi", hanno contribuito alle votazioni dei consigli di facoltà con cui si è investito il senato per la soluzione del problema. E la lista "Sinistra per" da circa un anno aveva chiesto al senato un pronunciamento sul ddl, denunciando anche le altre due «storture» della riforma: diritto allo studio e governance.  Ieri tutto il senato ha deliberato il posticipo dell'inizio delle attività didattiche al 4 ottobre; la convocazione di un'assemblea di ateneo al fine di informare tutta la comunità accademica; l'invito al corpo docente di dare lettura della mozione all'apertura delle lezioni, degli esami e delle tesi di laurea. Ancora, si chiede la diffusione della mozione agli altri atenei, alle conferenze dei presidi e alla Crui; si dà mandato al rettore di promuovere un tavolo che coinvolga gli atenei toscani, le istituzioni locali (Comuni, Province, Regione) e i parlamentari toscani.  Per Sinistra per «era l'ultima occasione: crediamo nella centralità della cultura e dell'università e chiediamo il ritiro di quei tre atti portanti dal ddl».

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