Il Tirreno

Pisa

Golena, il far west dei rimessaggi

Golena, il far west dei rimessaggi

Si apre la partita dei condoni: Comune e Parco devono decidere

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Entra nella fase decisiva la lunga e complessa vicenda della golena d'Arno, nel tratto del viale D'Annunzio. Si è aperta infatti la stagione degli incontri per cercare di raggiungere gli accordi finalizzati a concedere i condoni agli occupanti, in larga parte proprietari di rimessaggi per barche.  Si spengono così al momento i riflettori sul tavolo voluto dalla Provincia per concordare con gli altri enti (Comune e Parco) e le associazioni di categoria (Confcommercio e Cna) il percorso da seguire e le eventuali soluzioni. E si accendono le luci sul nuovo tavolo, che si apre sotto la guida del Comune, chiamato a dibattere sui condoni e sui piani di recupero dei manufatti. Il vero nodo.  Sono anzitutto i tecnici dei soggetti coinvolti ad essere impegnati in questa fase. Una prima riunione si è tenuta giovedì scorso, convocata a palazzo Gambacorti dall'assessore all'urbanistica Fabrizio Cerri. Le partite da chiudere sono tante. Il problema essenziale è che, in golena, gli occupanti si trascinano da molto tempo una combattuta fase di contenziosi con l'Agenzia del Demanio per il pagamento, non effettuato, delle tariffe relative alle concessioni. Nei fatti, quasi tutte le attività lungo il viale continuano a lavorare senza rinnovi formalizzati. Uno dei punti più controversi è quello relativo ai numerosi manufatti sorti negli anni nelle varie aree della golena e non completamente in linea con le normative che, per la sicurezza idraulica, indicano le distanze minime dalla strada e dal fiume.  Le nuove concessioni, che nella maggior parte dei casi equivarrebbero ad una sanatoria, devono essere rilasciate dalla Provincia, alla quale la Regione ha passato da alcuni anni la competenza in materia. Il tempo non è però passato invano. L'amministrazione di piazza Vittorio Emanuele, dopo aver censito la realtà del tratto di Arno compreso tra il ponte del Cep e la foce, aveva in effetti riscontrato moltissime posizioni da chiarire.  Una sorta di far west, complicato ulteriormente da contenziosi, avvocati, ricorsi e controricorsi già avviati. Il tutto mentre il settore della nautica e della cantieristica erano e sono, in attesa che passi la crisi economica, uno dei motori emergenti dell'economia locale, senza dimenticare lo slancio ulteriore che potrà essere assicurato dalla costruzione del porto turistico di Marina.  Di fronte a questa situazione, provvedimenti drastici e forti penalizzazioni per i cantieri storici sono state stoppate dalle mediazioni del tavolo tra istituzioni ed associazioni promosso dall'assessore provinciale all'ambiente Valter Picchi e sancito da un protocollo d'intesa.  Questo tavolo, dal quale dovranno poi scaturire le indicazioni finali per le concessioni, ora è sospeso. Per sistemare la grande maggioranza delle situazioni sempre aperte il compito politico si fa da parte per lasciare spazio ai tecnici, alle regolamentazioni di carattere urbanistico, che sono quelle che devono dare le risposte decisive.  Spetta ora al Comune condurre le danze, insieme al Parco, il cui Piano di Gestione è a tutti gli effetti la cornice normativa dentro la quale si muovono anche gli interessi della golena lungo il viale D'Annunzio. E' da qui che inevitabilmente deve passare la soluzione dei condoni e dei piani di recupero. Il rilascio delle concessioni sarà una conseguenza.  Al tavolo tecnico, oltre ai soliti enti, partecipano anche l'Agenzia del Demanio, la Soprintendenza ai beni culturali e l'Autorità di Bacino. Tutti insieme per cercare di sciogliere nodi ancora stretti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa