Il Tirreno

Pisa

Gli operatori: vogliamo certezze per le aziende

2 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Nella golena d'Arno, lungo il viale D'Annunzio, sono 275 le particelle esistenti. Di queste sono 110 quelle legate al demanio idrico e al centro dell'annosa vicenda dei condoni, soprattutto nel tratto compreso tra la Rampe e le Tre Buche.  I rimessaggi che operano in questa parte di sponda sinistra del fiume sono una cinquantina, cui si uniscono altri soggetti come i circoli di enti ed associazioni e alcune attività commerciali e della ristorazione.  Sono soprattutto i rimessaggi ad essere attivi, riuniti sotto la Confcommercio e la Cna. Negli ultimi mesi le attenzioni e le apprensioni sono aumentate; e hanno portato alla costituzione di nuove associazioni.  Una è l'associazione Porticcioli d'Arno, aderente alla Confcommercio. Il presidente è Emiliano Marchi, che qualche tempo fa aveva dichiarato: «Le attività lungo la golena d'Arno sono in un momento cruciale. Gli oltre cinquanta rimessaggi non possono essere lasciati soli, perché rappresentano, di fatto, una realtà produttiva e turistica molto importante per il nostro territorio. Come imprenditori abbiamo bisogno di certezze normative e chiarezza giuridica, per continuare ad investire con serenità. Oltre modo necessario, in vista di una riqualificazione dell'intera golena, ci sembra il definitivo superamento di tutte quelle zone d'ombra ancora non risolte in via definitiva, attraverso il riconoscimento legale del valore e dell'importanza di manufatti già esistenti».  Ulteriore nuova associazione è quella denominata "Arno", che riunisce dall'inizio dell'anno undici rimessaggi che prima facevano parte del consorzio nautica pisana e della Confcommercio e che invece fanno riferimento alla Cna.  Il presidente è Gustavo Elmi. «E' prioritario - aveva dichiarato - regolamentare un settore importante ancora precario. Da primavera a fine estate i rimessaggi danno lavoro a circa duecento persone, senza contare l'indotto. Il modello da seguire dovrebbe essere quello del fiume Magra, dove la riqualificazione è stata possibile grazie all'accordo tra enti ed operatori. E' ancora da risolvere anche la questione della navigabilità dell'Arno, che è ferma al regio decreto dei primi del Novecento».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa