Il Tirreno

Pisa

Centinaia di controlli della Direzione provinciale del lavoro, il bilancio da inizio anno

Fuori legge un'impresa su due

Candida Virgone
Un cantiere edile
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Un cantiere edile

Boom di irregolarità nel terziario, quindicenni impiegati al nero

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 PISA. L'operaio al lavoro senza contratto nel calzaturificio aveva appena 15 anni, e poco meno di 15 il barista dietro il bancone. Veri fantasmi per le istituzioni. Guai giudiziari e multe salate per i datori di lavoro che incautamente li avevano impiegati al di fuori di qualsiasi legge, soprattutto senza rispettare le norme di sicurezza.  È solo uno dei dati elaborati dalla Direzione provinciale del lavoro in un bilancio che ha fatto il punto sulla situazione dall'inizio dell'anno ad ora. Emerge un dato non nuovo, e cioè che nella nostra provincia è irregolare un'azienda su due, ma la novità è che il settore più allarmante non è più solo quello dell'edilizia, ma soprattutto il terziario, che supera mattone e cemento di gran lunga. Sono risultate irregolari infatti nel terziario l'89% delle aziende ispezionate, contro il 51% dell'edilizia (che comunque tocca quota 75% di irregolarità nei cantieri) e nel primo settore è impiegato al nero il 46% dei lavoratori contro un più modesto 29% del secondo, inferiore comunque al 35% dell'industria.  Le somme sulla situazione del lavoro in provincia le ha tirate ieri mattina il direttore, Anna Maria Venezia.  Su 879 aziende ispezionate ne sono risultate irregolari 441, insomma la metà: sono 385 le ispezioni fatte nell'industria, 341 in edilizia, 140 nel commercio e 13 in agricoltura. Su 1933 lavoratori, 482 sono risultati irregolari e 185 al nero (3 in agricoltura, 72 nell'industria, 20 in edilizia e 90 nel terziario), in totale il 38%. Fra i lavoratori in nero solo il 5% sono clandestini: 9 su 185.  Su 239 richieste di intervento da parte dei lavoratori, per 201 c'è stato un tentativo di conciliazione, 105 sono state definite con esito positivo e 38 sono sotto ispezione. Infinite le violazioni: per citarne solo alcune ci sono stati 136 decreti ingiuntivi per irregolarità sulle paghe, 185 maximulte per lavoro nero, 59 sospensioni delle attività, 50 appalti illeciti, 281 violazioni alle leggi sulla sicurezza, 16 in materia di apprendistato, 10 sui tempi di guida, e ancora 250 sugli orari di lavoro, 329 formali e 473 su obblighi informativi e buste paga. Tante anche quelle di natura penale: 9 notizie di reato sono state emesse per impiego di extracomunitari clandestini, di cui uno in edilizia, 3 in piccole imprese del legno di autotrasporti e 5, appunto, nel terziario; 2 notizie di reato riguardano appunto i due casi dei minori e 15 appalti illeciti e somministrazione illecita di manodopera. Sulle 1170 ispezioni in calendario nel 2010 ne sono già state fatte 879: irregolari sono risultate 9 aziende su 13 in agricoltura (69%) con 12 lavoratori irregolari su 20 (60%), 135 su 385 (35%) nell'industria con 205 dipendenti non in regola su 725 (28%), 173 imprese su 341 (51%) in edilizia con 70 dipendenti irregolari su 469 (15%) e 124 su 140 (89%) nel terziario con 195 lavoratori irregolari su 719 (27%). In toto gli irregolari sono risultati il 25%.  

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