Sicurezza
«Fermiamo la fuga dei cervelli»
Giovanni Parlato
Il sindaco scrive ai candidati a rettore per un'agenda d'impegni comune
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PISA. La partita per il futuro rettore si gioca su più tavoli. E il sindaco, dalla sua finestra su lungarno non poteva non osservare quanto accade dall'altra parte, a palazzo della Giornata, sede del rettorato. Destini incrociati fra città e università, ciò che accade nell'ateneo si ripercuote sul tessuto cittadino e viceversa. E lo sanno bene i quattro candidati allo scranno più alto del nostro ateneo i quali, in maniera informale e in occasioni diverse, hanno incontrato il sindaco Marco Filippeschi.
I candidati Paolo Miccoli, Massimo Augello, Nicoletta De Francesco e Antonio Lucacchini hanno illustrato il loro programma e ascoltato le parole del sindaco. Al termine di questi colloqui, il sindaco ha scritto una lettera aperta ai candidati e al corpo accademico rendendola pubblica. Facendo sapere, così, quali sono i temi e le riflessioni «per impostare un'agenda di lavoro per fare insieme gli atti concreti e le grandi riforme», dice il sindaco.
Internazionalizzazione. Marco Filippeschi parte da un dato, ovvero dai 58mila iscritti all'università di Pisa. «Dal suo futuro - sostiene il sindaco - dipende largamente il futuro della città». In un mondo sempre più globalizzato, la spinta maggiore deve andare verso «un'internazionalizzazione sempre più forte, fatta di relazioni con altri paesi dell'Unione europea, con quelli dell'arco mediterraneo e con le principali e più dinamiche realtà nel mondo. Processo che porrà anche alla città obiettivi e problemi nuovi». In questo campo, Pisa può giocare la carta della presenza del suo aeroporto internazionale.
Congressi e turismo. Il sindaco punta anche, coinvolgendo la Regione Toscana, ad un rilancio di Pisa come centro di attività congressuali di livello europeo. In questo modo, oltre a riempire gli alberghi, si rafforza l'immagine della città. Ma non solo. Pisa potrebbe diventare un «distretto culturale» che fa da perno allo sviluppo del turismo. Una grande spinta può arrivare da Palazzo Lanfranchi come dalla Fondazione Teatro di Pisa.
Nuove imprese. Da primo cittadino, Filippeschi vorrebbe che da Pisa non ci fosse la fuga dei cervelli, ma che «le migliori energie espresse dall'università restassero nel nostro territorio per creare nuova impresa».
Affitti al nero. Un altro importante problema sono gli affitti al nero con cui la maggior parte dei pisani "ospita" gli studenti. Una piaga che fa lievitare il mercato degli affitti, soprattutto in centro con le famiglie che si trasferiscono in periferia. Tra Comune e Guardia di Finanza c'è un protocollo d'intesa per contrastare il fenomeno. «La collaborazione dell'Università - ha detto Filippeschi - per incrociare dati sensibili è indispensabile per far valere le regole fiscali e contrastare l'evasione».
Spazi in città. Va rilanciata la «Conferenza università e territorio» quale sede per definire una strategia condivisa che preveda investimenti «per luoghi nuovi per l'associazionismo, mentre i poli universitari potrebbero essere luoghi di socializzazione». In quest'ottica, va vista la realizzazione della «Cittadella dello Sport» in via Federico Chiarugi.
Mobilità Ogni giorno entrano in città 87mila auto di cui gran parte dipendenti e studenti dell'ateneo. Il sindaco, da tempo, batte il tasto di una mobilità pubblica sostenibile dove si stanno diffondendo i mezzi elettrici e i collegamenti con i parcheggi scambiatori. E, qui, il sindaco annuncia la possibilità di potenziare la sosta «anche con la realizzazione di parcheggi silos».
Cultura scientifica. In questo quadro, s'inseriscono la realizzazione del recupero dei Vecchi Macelli per la «Cittadella Galileiana» e il recupero e la fruizione della Stazione Marconi di Coltano. Due occasioni per verificare la volontà di collaborazione.
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