Proteste
Il trans? È un vecchio compagno di scuola
Candida Virgone
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Prostituzione nei camper Le incredibili scuse dei clienti, multe per più di 100mila euro
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PISA. Tutto nudo come un verme, in macchina, al carabiniere che chiedeva cosa facesse in costume adamitico, in via Traversagna, in piena notte, ha detto convinto e senza trepidazione che si era fermato per dare un passaggio ad un trans che gliel'aveva chiesto. È solo una delle tante scuse che i clienti di lucciole e travestiti danno alle forze dell'ordine per sfuggire ad indagini e multe che potrebbero scoprirli con le famiglie o con chi non sa delle loro preferenze sessuali e dell'abitudine di ricorrere all'amore a pagamento. L'insolita statistica l'hanno fatta i carabinieri: la scusa più comune, soprattutto per chi viene rapinato, come spesso accade, da trans e travestiti, è: mi ero fermato a far pipì. Ma proprio qui doveva fermarsi - chiedono i militari - non lo sa che zona è questa? No, vengo da fuori, non sapevo che fosse luogo di prostitute e travestiti: è la risposta. E poi lo scusario spazia fra le rivendicazioni più improbabili. Sono innamorato di lei, ero venuto a trovarla sul lavoro, ci siamo dati solo un bacio: ha detto un ventenne di Pontedera ai carabinieri per giustificare la sua emersione dalle fresche frasche insieme ad una nigeriana quarantenne sui 200 chili. Fra le scuse più gettonate, oltre a quella dei deboli di prostata che finiscono rapinati, ce ne sono un paio degne di Pinocchio: mi ero fermato a chiedere un'informazione: oppure: la signorina, il ragazzo (a seconda) mi hanno fatto segno e mi sono fermato per vedere cosa volesse. O ancora: Non stavo consumando un rapporto con questo trans, assolutamente no: sono solo venuto a trovarlo perché è un mio vecchio amico, eravamo compagni di scuola. Siamo stati a cena insieme e l'ho riaccompagnato qui. Eppoi: devo andare in aeroporto, devo partire, chiedevo alla signorina le indicazioni per il Galilei. E infine, fra le più comuni, la ciliegina sulla torta, udita in via Traversagna: cercavo la strada per il mare (ndr: che è dalla parte opposta dell'Aurelia) e il ragazzo, qui, gentilmente, me la stava indicando (ndr: eppure siamo visibilmente lato monte). Tant'è, alle varie scuse dei clienti di lucciole e trans, a cui le ordinanze comunali dei sindaci di Pisa, San Giuliano e Vecchiano hanno dichiarato guerra aperta, i carabinieri non ci credono. Solo sabato scorso, nelle tre casse comunali è entrata una cifra che supera i cinquemila euro. Fra la Darsena, l'Aurelia, Madonna dell'Acqua, viale delle Cascine e Migliarino sono state fatte ai soli clienti 17 multe a 300 euro l'una e solo i carabinieri, dall'inizio dell'anno, a lucciole e utenti, ne hanno fatte 340, per un totale che supera i centomila euro. Se a questa cifra si assommano anche le multe fatte da polizia, vigili urbani e finanza si vede che gli appassionati dell'amore a pagamento costituiscono una delle maggiori fonti di introito, insieme ai benedetti e odiati autovelox, per le amministrazioni locali. Solo a Pisa città dall'inizio dell'anno ad ora le multe fatte in totale dalle forze dell'ordine sono state 360 mila, per un totale di 108mila dirette a palazzo Gambacorti.
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